"L’audace colpo dei quattro di rete Maria che sfuggirono alle miserabili monache", Marco Marsullo – Il sapore della speranza…


Fonte: Pinterest


Ci sono storie che nascono per insegnare qualcosa e ce ne sono altre che invece nascono solo per raccontare. Non è malvagio avere un qualcosa solo da raccontare perché, attraverso questo strumento, si può fare, dopo una lettura apparentemente leggera e divertente, tutta una serie di considerazioni. Quella di cui vi parlo oggi è una storia nata solo per essere raccontata. Nasce quasi come una sceneggiatura degli anni ’70 quando venne portato nelle sale “Amici miei” – come ci suggerisce anche la quarta di copertina -. Non è una novità per Marsullo quello di concepire uno scritto come fosse un filmato perché il suo approccio ai personaggi è sempre stato di questo tipo. Diverso è il divertimento che ci mette nel tratteggiare fisionomie e caratteri dei quattro amici di questa avventura.

Siamo nella provincia di Roma, in una casa di riposo. Ci sono le monache “miserabili” – e chi potrebbe dargli torto – che tengono in riga un gruppo nutrito di anziani che soggiorna nella loro struttura. Ci sono nonnine che giocano a carte e fanno la maglia e anche quelle che non hanno smesso di cercare un nuovo amore. Ci sono anche uomini anziani che, come nel corrispettivo femminile, in questa ultima parte della loro vita si dedicano alla ricerca di un’anima gemella o ai propri hobbies. Ci sono quelli che, come Agile, hanno come hobby quello di pensare di odiare tutto il mondo tranne i suoi tre amici. Poi un giorno le “miserabili” annunciano un viaggio a Roma per la santificazione di un papa, gli amici di Agile aderiscono un piano di attacco (non vi dico a cosa!), poi la fuga per le strade della capitale. Un vecchio amore e cowboy della terza età completano il quadro insieme ad un sacco di risate per i lettori per le  situazioni surreali che vedranno coinvolti i nostri quattro attempati eroi.

É consolante sapere che quando avrò una veneranda età e qualora venga graziata da malattie neurologiche particolari, potrò perdere in velocità ma la mia mente sarà ancora attiva e propositiva come quella di oggi e di ieri. In effetti è un concetto strano da pensare come concepito da un giovane scrittore, però calza a pennello con quello che è il tema della speranza che viene fuori da tutta una serie di considerazioni che, come dicevo all’inizio, si possono fare a lettura conclusa. Diventeremo vecchi, magari anche rincoglioniti (detta alla Agile) ma non perderemo il nostro io. Se siamo buoni e beoti, anche in caso di alzheimer rimarremo tali. La nostra cattiveria potrà venire dalla necessità di preservare le poche cose che abbiamo, i ricordi o anche dalla paura di morire. Ma dentro di noi rimarremo gli stessi.Poca cosa, direte voi. Invece per quanto mi riguarda è molto. Se la vita scorre veloce verso la fine dei nostri giorni affrontarla al meglio dovrebbe essere il pensiero di ognuno di noi e se a questo ci aggiungiamo anche il non arrendersi mai, il non sedersi e lasciarsi andare potremmo dire che il quadro di una vita che vale di essere vissuta è completo.

Se poi guardiamo all’approccio a questa storia di Marco possiamo fare altre considerazioni di fondo. Nessuno, ad esempio, viene completamente presentato subito. Al di là delle caratteristiche principali, troverete che i personaggi si definiscono attraverso le interazioni. Il mondo visto in questo modo assume fattezze che ricordano quello dipinto da Monicelli nel 1975, dove la melanconia e la nostalgia si trasformano ironia, amicizia e affetto sentimenti indotti dal naturale vivere ma che spesso non riconosciamo fino in fondo. Le emozioni si scoprono solo vivendone delle altre e più forti. Anche qui avviene e, a questo, aggiungiamo anche che, come non siamo in grado di soppesare e riconoscere le nostre emozioni, la “saggezza”, quella grande, mitizzata ed esaltata a cui tutti ambiamo accumulando esperienze, non ci garantirà di fare la figura dei quindicenni davanti alle stesse emozioni. La saggezza è quella che ci garantisce di saper affrontare situazioni affini a quelle già vissute, ma non è risolutiva laddove i sentimenti hanno il sopravvento sulla razionalità.

La speranza di non divenire soprammobili, una volta entrati nella terza età, e di continuare a vivere sentimenti che non ci abbandoneranno mai quali amicizia, amore, lealtà, fiducia, appartenenza, solo se sapremo ricrearli nei luoghi che abiteremo nel tempo è una costante per questo libro. Siamo noi fautori del nostro destino e dei nostri rapporti, possiamo metterci in un cantuccio e aspettare oppure costruire giorno per giorno il nostro mondo e le nostre amicizie. Speranze quindi condite di sentimenti e di divertimento da “far west” all’italiana, che ci accompagnano nello scorrere di queste pagine portandoci in giro per le strade di Roma.

Chiaramente non riuscirete a non sbottare ogni tanto in una risata, ma ridere non ha mai fatto male a nessuno, anzi…
Buone letture e buone ferie,
Simona Scravaglieri

L’audace colpo dei quattro di rete Maria che sfuggirono alle miserabili monache 

Marco Marsullo 
Einaudi Editore, Ed. 2014 
Collana “Stile Libero Big” 
Prezzo 16,50€

Fonte: LettureSconclusionate



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