"Un certo Lucas", Julio Cortázar – E l’Idra ci renderà liberi….


Fonte: Giurdanella



C’era una volta “Un certo Lucas”. Lucas viveva anche se, il luogo e il tempo in cui lo ha fatto non sono importanti ai fini della storia. Lucas aveva degli amici, una fidanzata, una famiglia cui era più o meno affezionato e ha fatto anche un ricovero in ospedale. Scrive e frequenta anche molti colleghi scrittori con quali ogni tanto intavola discorsi che non sempre, loro, sono in grado di comprendere; non che non ne abbiano la necessaria preparazione intendiamoci ma, Lucas, sente che c’è la necessità di prendere coscienza di quello che è lo stato di fatto e qualche volta, attraverso i suoi discorsi estremizzati, cerca di far capire quali sono i limiti suoi, loro, nostri e di tutti insomma. Lucas “è” l’espressione di una medaglia a due facce: è in quanto vive in questo mondo, “non è” in quanto sfogliandosi come una cipolla tenta di eliminare tutto quello che limita sé stesso e quello che lo circonda. La domanda adesso dovrebbe essere: limita da cosa?

La risposta secca sarebbe: non è importante. Quella argomentata è: limita noi stessi ad essere noi stessi. Le sovrastrutture che abbiamo sono di carattere personale, sociale e familiare. Ogni rapporto, personale e di lavoro, ci impone determinati atteggiamenti che generano fobie e manie. Imparare a conoscerle ci renderà sicuramente in grado di gestirle e quindi ci renderà anche liberi. E, come se fossimo da uno psicanalista, Cortázar ci indica il percorso di liberazione che passa dall’individuazione degli strati e dalla presa di coscienza di quello che costituisce i nostri limiti per poterli superare. Ci da anche un input in più partendo, in questa raccolta di racconti allegorici, da quello che vi ho inserito nel  [Dal libro che sto leggendo] ovvero dalla costruzione del nostro “mostro” personale. Nel gergo comune lo chiamiamo “mostro”, “scheletro nell’armadio”, alcuni invece lo definiscono semplicemente come una raccolta di “paure” o “idiosincrasie” o “manie” per lui è l’Idra. In sostanza sono il nostro lato buio che non conosciamo ma che sta lì e influisce sulle nostre decisioni.

Come già detto in passato, spesso, il mestiere dello scrittore è quello di intavolare un dialogo e una riflessione e non di giudicare e, in questo, Cortázar è un vero maestro. Attraverso il metaforico viaggio nella vita di Lucas veniamo a contatto con una vita qualunque in un luogo indefinito con la quale guardare dentro noi stessi. E sebbene l’aggiunta di una sezione di racconti di più ampio spettro, riguardanti la massa e non più il singolo, possa sembrare un depistamento sappiate che, alla fine, il quadro così diviene maggiormente completo. 

Se infatti mischiassimo le carte della linea di pubblicazione scelta dall’autore partendo da quello che sembra essere il racconto che ha ispirato la bellissima copertina dell’edizione SUR scopriremmo che argomenti, come quelli che comprendono la percezione che hanno gli altri di noi, non restituiscono una nostra immagine è così edificante. Più in particolare questo ironizza in maniera sottile su quello che è il rapporto fra stato e singolo individuo: lo stato che sa che, per governare la massa, la deve rendere, anche attraverso un’illusione, inoffensiva; la massa è costituita da singoli che tendono, o cercano di farlo, verso la felicità e, qualora questa sia irraggiungibile almeno su un piano pratico, può trovarsi a vivere nella frustrazione che genera la rivolta. Nel racconto si narra proprio questo, lo stato, che trova la soluzione: fornire pesciolini dorati da iniettare gratuitamente nel sangue dei singoli perché generano uno stato di benessere. Se poi andiamo a vedere c’è un risvolto della medaglia. Se i pesciolini muoiono si può morire; lo stato, guarda caso, ha la soluzione: far pagare la cura per evitare gli effetti collaterali. Ma le cure costano e c’è gente anche povera, quale sarebbe la soluzione in questo caso? Semplice! Alimentare anche il mercato nero. Cittadini felici e canzonati, se non sfruttati, e casse dello stato piene per i pochi che possono attingervi.

Si potrebbe fare una considerazione di fondo: è un libro molto “celebrale” cui serve, dopo la lettura di ogni racconto, un momento di fermo tecnico per riconoscere la fobia o l’immagine che lo scrittore ci fornisce “sotto mentite spoglie”. Però, e c’è un però, la bellezza e la persistenza nel tempo di questo libro è qualcosa veramente da provare. Questo perché il solo fatto di fare questo esercizio non solo ci permette di conoscerci meglio come entità singola o come gruppo, di annientare o annullare l’effetto delle nostre manie/fobie che ci tengono compagnia – spesso a sproposito- nelle nostre scelte di vita ma, anche, perché l’esercizio del raffronto ci aiuta a restituirci un modo possibile di ricostruire la nostra immagine secondo altri presupposti – ed è per questo che rimangono poi persistenti nella memoria, perché ci somigliano, o meglio, siamo noi -. Ci rende, tanto o poco, migliori spogliandoci di quelle convinzioni che non ci permettono di guardaci allo specchio con serietà e obiettività.
Poi si può sempre avere la via di uscita facile del “non mi rappresenta affatto” ma già l’averci provato è il primo passo al cambiamento e vi ritroverete come me, quando succede qualcosa, a far risalire alla mente questo o quel racconto del tutto involontariamente. Come detto nell’anticipazione, riconoscere e capire il perché di determinati comportamenti e/o atteggiamenti ci permette di annullarne l’azione e la nostra dipendenza da quella fobia/mania. Nel caso del racconto citato potremmo dire che troviamo un valido spunto a non accontentarci di effetti placebo dovuti ai contentini ma a pretendere di più come singoli e anche come massa.

E’ una lettura consigliata veramente a tutti che si può leggere di seguito e solo in superficie in tutta la sua surrealità o peregrinando attraverso i suoi molteplici significanti. E’ scritto e tradotto in maniera scorrevole e l’eterogeneità dei temi toccati nei sessanta racconti garantisce che, proprio tutti, trovino quelli a loro più congeniali.
Buone letture e buone ferie, 
Simona Scravaglieri


Un certo Lucas 
Jiulio Cortázar 
Sur Edizioni, ed. 2014 
Prezzo 15,00€



Fonte: LettureSconclusionate


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