[Dal libro che sto leggendo] L’imprevedibile viaggio di Harold Fry

Fonte: theelmstraveldiaries

Inizia tutto con una busta rosa, non di una tonalità accesa e sfacciata, bensì un tono molto tenue. Un po’ come chi ha scritto la lettera a questo pensionato, abituato da una vita alle solite “abitudini”, e impreparato alla notizia che contiene. E così Harold Fry tenta di scrivere una risposta. Tentenna, riprova, ripensa e  poi scrive un messaggio che però non lo soddisfa fino in fondo. Dopotutto Queenie, oltre ad essere una collega, è stata in passato una buona amica. 

Poi esce, saluta la moglie annunciando che andrà ad imbucare la risposta alla prima cassetta. Quando arriva decide di andare alla successiva,  e poi di nuovo fino all’ufficio postale. Non si fermerà Harold, anzi lo farà per lasciare un messaggio alla sua amica presso la casa di cura ove è ricoverata e suona un po’ così: “Arriverò da te camminando e tu dovrai rimanere viva finché io non sarò arrivato. E così ti salverò la vita.”

Crederci? Non farlo? Non sta a me convincervi, ma io lo sto leggendo e lo trovo graziosissimo. Nel caso foste a corto, questa è veramente una bella storia da leggere!
Buone letture e buone ferie,
Simona Scravaglieri



1. 

Era un martedì quando arrivò una lettera che avrebbe cambiato ogni cosa. un normalissimo mattino di metà aprile che profumava di bucato fresco e di erba tagliata. Harold Fry era seduto a far colazione, sbarbato a puntino, con la camicia immacolata e la cravatta, in mano una fetta di pane tostato che però non stava mangiando. Dalla finestra della cucina guardava il prato tosato, trafitto a metà dal filo telescopico del bucato di Maureen e intrappolato sui tre lati dallo steccato dei vicini.“Harold!” lo chiamò Maureen, urlando per sovrastare il rombo dell’aspirapolvere. “Posta!”Ebbe la tentazione di uscire, ma l’unica cosa da fare era falciare il prato, e l’aveva già fatto il giorno prima. L’aspirapolvere piombò nel silenzio e apparve sua moglie, con la faccia arrabbiata. Si sedette di fronte a Harold.Maureen era una donna esile, con una zazzera grigia, il taglio a scodella e il passo svelto. All’epoca in cui si erano conosciuti, niente lo rendeva più felici che farla ridere. Guardarla scomporsi in una sfrenata felicità.“È per te”, gli disse. Lui non capì finché lei non fece scivolare una busta sul tavolo, fermandosi vicino al gomito di Harold. Entrambi guardarono la lettere come se non ne avessero mai vista una. Era rosa. “Il timbro è quello di Berwick-upon-Tweed.”Harold non conosceva nessuno a Berwick. Del resto, non aveva molti conoscenti da nessuna parte. “Magari è un errore.”“Non credo. I timbri non si mettono a casaccio.” Prese una fetta di pane dal portatoast. A lei piaceva freddo e croccante.Harold ispezionò la misteriosa busta. Il rosa non era quello dei sanitari del bagno, o degli asciugamani e del copritavoletta peloso in tinta: una tonalità accesa che lo metteva a disagio. Questo invece era delicato. Era il rosa dei lokum. Il suo nome e l’indirizzo erano scribacchiati con la biro, e le goffe lettere si tuffavano l’una nell’altra come se le avesse scritte un bambino frettoloso. Signor H. Fry, 13 Fossebridge Road, Kingsbridge, South Hams. Non riconosceva la calligrafia.“Allora?” disse Maureen, passandogli un coltello. Lui infilò la lama sotto l’angolo della busta e la aprì con un colpo netto. “Fa’ attenzione”, lo ammonì.Mentre estraeva la lettera e inforcava gli occhiali, sentì lo sguardo della moglie puntato si di sé. Il foglio era scritto a macchina e recava l’indirizzo di un luogo a lui sconosciuto: casa di cura San Bernardino. Caro Harold, questa lettera ti coglierà di sorpresa.Gli occhi corsero alla firma.“Allora?” ripeté Maureen.“Dio mio! È di Queenie Hennessy.”Maureen infilzò una noce di burro con il coltello e la schiacciò su tutta la lunghezza del toast. “Queenie chi?”“Lavorava al birrificio. Anni fa. Non ricordi?”Maureen alzò le spalle. ” È perché dovrei? È passato così tanto tempo… Mi dai la marmellata di fragole?”“Lavorava in contabilità. Era bravissima.”“Questa è marmellata di agrumi, Harold. Quella di fragole è rossa. Magari, guardare le cose prima di prenderle potrebbe tornarti utile.”Harold le passò il vasetto e tornò alla sua lettera. Era battuta in maniera impeccabile; nulla a che vedere con gli sgorbi sulla busta. Sorrise, ricordandosi che Queenie era sempre stata così: talmente precisa in tutto ciò che faceva che era impossibile trovarle una pecca. “Lei di te si ricorda. Ti manda i suoi saluti.”La bocca di Maureen si contrasse in una smorfia. “Un tizio alla radio ha detto che i francesi vogliono il nostro pane. In Francia non riescono a farselo affettare. Vengono qui e lo comprano tutto. Il tizio ha detto che potrebbe già scarseggiare prima dell’estate.” Si interruppe. “Harold? Qualcosa che non va?”Lui non rispose. Si alzò pallido e con le labbra semiaperte. Quando ritrovò la voce, flebile e distante, disse: “È… cancro. Queenie scrive per dirci addio” Annaspò alla ricerca di altre parole ma non ce n’erano.

Questo pezzo è tratto da:

L’imprevedibile viaggio di Harold Fry
Rachel Joyce
Sperling&Kupfer Editore, Ed 2014
Collana “Pickwick”
Prezzo 8,42€

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