[Dal libro che sto leggendo…] Julie&Julia


Fonte: Style.it


Come già detto nella recensione di Julie&Julia, la Julie Powell del libro è decisamente diversa da quella del film. Nella trasposizione cinematografica le storie della Powell e della Child si completano e sono equipollenti in questo lavoro la vita della Child è un’introduzione a mo’ di frase d’effetto piazzata davanti ad ogni capitolo.

Per chi non conoscesse né il film e né la storia, Julie Powell impiegata amministrativa frustrata per la mancata carriera di attrice (nel libro e scrittrice nel film) un giorno decide di darsi un progetto da seguire, come imparare “L’arte della cucina francese”, e di trascriverlo in un blog che terrà aggiornato giornalmente per l’anno in cui cercherà di realizzare le 524 ricette del libro di Julia Child.

La storia è vera, ma l’umanità della Powell cinematografica non si ritrova nel libro. Quella reale è una via di mezzo fra una delle ragazza di Sex&City e una noiosa e petulante ragazza un po’ viziata tanto che, nelle riflessioni su cosa le è capitato di bello grazie a questa esperienza, riesce a dire che “finalmente può lasciare il suo posto di lavoro ed essere pagata per stare a casa a scrivere”. 

Diciamo che preferisco di gran lunga il film e il lavoro fatto dagli sceneggiatori,
Buona letture e buon rientro,
Simona Scravaglieri

Giovedì 6 ottobre 1949  

Parigi

Alle sette in punto di un tetro pomeriggio sulla Rive Gauche, Julia si accingeva a mettere in forno i piccioni per la seconda volta in vita sua.
La prima volta l’aveva fatto quella mattina stessa, durante la sua primissima lezione di cucina, nell’angusto seminterrato della scuola di cucina Cordon Bleu, al numero 129 di Rue du Faubourg Saint- Honoré. E adesso ne stava arrostendo degli altri nella cucina dell’appartamento preso in affitto con suo marito Paul: una stanzetta in cima ad una stretta scala che un tempo, prima che la vecchia casa fosse suddivisa in più alloggi, era la zona riservata alla servitù.
I fornelli e il piano di lavoro erano troppo bassi per lei, come qualsiasi altra cosa su questa terra. Eppure, Julia preferiva la sua cucina a quella della scuola: le piacevano la luce e l’aria che si respirava lassù, le piaceva il montavivande che avrebbe trasportato i volatili giù, in sala da pranzo; le piaceva la possibilità di cucinare con il marito seduto a tavola a tenerle compagnia.
Presto ci avrebbe fatto l’abitudine, ai ripiani di quella cucina, ne era certa. Quando trascorri un’intera esistenza a guardare il mondo dall’alto del tuo metro e ottantotto, finisci per adattarti un po’ a tutto.
Anche adesso Paul era lì con lei: di tanto in tanto le scattava una foto, mentre scriveva al fratello Charlie. ” Se vedessi Julie infilare il pepe e lardo nel didietro di un piccione morto” diceva nella lettera, “ti renderesti conto di quanto sia già profondamente cambiata.”
In realtà Paul non aveva visto ancora niente. Sua moglie Julia Child, all’età di trentasette anni, aveva deciso di imparare a cucinare.

Questo pezzo è tratto da:

Julie&Julia
La deliziosa storia di un’educazione sentimentale ai fornelli
Julie Powell
Rizzoli Editore, ed. 2009
Collana “BUR”
Prezzo 9,90€ 

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