"Eroi Imperfetti", Stefano Sgambati – Dell’importanza della pennellata…

Fonte: Paperblog

Quando, ad Agosto, vi ho parlato di Eroi Imperfetti, avevo evidenziato il fatto che mi è difficile parlare di questo libro separando il mio gusto personale dalla questione oggettiva. Poi, circa una settimana fa, mi sono fermata a vedere un documentario sugli impressionisti e ho cominciato a macinare pensieri e a confrontare e, questa recensione, è il frutto delle mie elucubrazioni. Si parlava di impressionisti e in particolare di Renoir, artista che comincia la sua carriera (sintetizzo altrimenti vi stuferete presto!) dipingendo porcellane e poi passa alla tela.

La trama di “Eroi imperfetti” si compone e si dipana attraverso le storie dei suoi protagonisti, è quindi una trama indotta. Tutti sono come singole pedine che si muovono in un unico campo di gioco: Ponte Milvio. Tutti hanno in comune la conoscenza, perché erano presenti o ne hanno notizia, del ritrovamento, in un tempo precedente a quello della narrazione, di un cadavere. Di lì la storia prende le pieghe che sono dettate dagli incontri casuali o indotti dagli stessi protagonisti. La donna annegata e ripescata dal Tevere era la madre di Irene che non riesce a gestire la sua vita e non ci prova nemmeno; il ritrovamento è stato vissuto da Matteo che si infatua di Irene e che, per caso oppure no, conosce il padre di lei, Gaspare, un un uomo ambiguo combattuto da un velato risentimento verso il gesto “infame” dell’ex moglie che gli ha tolto definitivamente l’amore della figlia.
Poi ci sono il vinaio di Piazzale ponte Milvio con sua moglie che vivono la propria vita imperfetta pensando che sia un ripiego e trovando l’abisso nel gioco maledetto intavolato da Gaspare che regalerà loro la risposta: la perfezione non esiste ma si costruisce passo per passo.

Questa è in estrema sintesi la trama. Che c’entra Sgambati con Renoir? E’ tutta una questione di pennellata! Se guardate il quadro  in alto, l’immagine è composta da innumerevoli piccole pennellate. Al di là della corrente di appartenenza e di pensiero quello che è più evidente è che il passato, di fine pittore di porcellane, si trasforma in una maniacale attenzione nei particolari anche nei quadri che hanno dimensioni decisamente diverse. Così il sovrapporsi di pennellate grasse e diverse a volte nelle sfumature di colore, non solo costruisce l’immagine ma anche ne denota caratteristiche fino ad allora ottenute in altro modo. Ombre, colori, punti di luce, le striature lasciate dall’incedere ora più forte e ora più leggero del pennello concorrono insieme a rendere definita l’immagine. Quindi una tecnica che, riportata in grande, potrebbe generare confusione nella nitidezza dell’oggetto rappresentato non solo annulla questa tesi, ma dimostra di saper rendere un carattere all’opera che sorprende chi la guarda.

Identica cosa succede con Sgambati. Il concetto viene cesellato, ripetuto, portato in metafora e via dicendo, per poter caratterizzare il pensiero o anche solo il momento. I personaggi, seppur abbozzati nelle loro caratteristiche fisiche, diventano reali solo nel rapporto e nella loro interazione con gli altri.
E’ in quel momento che i temi principali dell’imperfezione fanno capolino e sono le imperfezioni naturali dell’uomo: invidia, indolenza, odio, dolore, desiderio di morte, cattiveria. A questi si oppongono quelli positivi che, in una società che tende all’isolamento dell’individuo considerato diverso, sono pochi e nascosti e vittime  dei tanti ovvero gli imperfetti.

Dopotutto se la vita fosse perfetta sarebbe anch’essa allo stesso tempo imperfetta e noiosa, perché nella cosmologia di Sgambati la perfezione è l’attimo costruito perché si avverasse e non la costanza della perfezione stessa. Quindi la sconfitta dell’uomo sta nel non riconoscersi in colui che individua la propria perfezione definendola, pennellata dopo pennellata, e la ricostruisce con ciò che la vita gli pone davanti. Altrimenti l’abisso è dietro l’angolo ed è rappresentato dal caos di chi non trova la propria strada e individua quella degli altri come la perfezione che gli è stata rubata.

Libro sostanzialmente perfetto nel concetto e nello stile scelto per rappresentarlo oggettivamente, che, però, io personalmente ho faticato ad affrontare proprio per la precisione della pennellata. Quindi solo una questione di gusto personale che spero non vi fermi dal voler provare l’esperienza che secondo me va comunque fatta.

Buone letture,
Simona Scravaglieri


Gli eroi imperfetti
Stefano Sgambati
Minimum Fax Editore, Ed. 2014
Collana “Nichel”
Prezzo 15,00€


Fonte: Letture Sconclusionate


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.