[Dal libro che sto leggendo] L’Admiràl


Fonte: Wikipedia

Quale modo migliore di pubblicare un giorno prima dell’inizio di “Più libri, più liberi” – Roma dal 4-8 Dicembre-, se non con una nuova casa editrice? Nuova, almeno per me! Tra i titolo spiccava questo romanzo con delle punte di giallo. Poi, aprendolo, si torna indietro nel tempo, all’epoca della Repubblica di Venezia e anche della peste. A fare da fili conduttori due casi: il capitano che comanda la guarnigione dell’isola ucciso da un trafficante che attendeva la fine della quarantena e il “pater” Efrem, che si interessa di queste anime in attesa del giudizio che possa decretare l’uscita dal lazzaretto, che ha una macchia nel suo passato. Scegliere la fede o l’amore carnale?

L’ho appena iniziato e dopo essermi acclimatata in questo ambiente dalla scrittura così particolare sono già, al terzo capitolo, curiosa di come andrà a finire! Vi farò sapere ma so già che il genere mi piace, a voi lascio la possibilità di dare una sbircitata della prima pagina del primo capitolo.

Buone letture,
Simona Scravaglieri

1. 

A bordo di una feluca a otto remi ornata cogli stendardi color porpora della repubblica, Efren il caritatevole, sacerdote della chiesa di Santa Maria di Nazareth, osservò con affetto il piccolo porticciolo dell’isola del lazzaretto uscire gradualmente dall’oscurità che a quell’ora ammantava ancora gran parte dell’isola. L’acqua della laguna  intorno alla barca era quieta e rifletteva la lue lilla di un cielo in cui sorgeva l’aurora. La brezza marina portava con sé un lieve odore di salsedine il cui effetto benefico teneva desti i sensi degli uomini che governavano la barca. da lontano l’isola del lazzaretto appariva silenziosa e piatta. Oltre il porto e la collina di terra, invisibili dall’acqua, si distendevano le gallerie di quarantena – costruzioni lunghe e basse, mura di pietra ora imbiancate, ora annerite dal fumo delle torce appese – che in quei giorni ospitavano centinaia di mercanti, ambasciatori, agenti, bucanieri, malandros, charlatàn, maryuol e ferragutti d’ogni sorta provenienti dai porti del mediterraneo e dell’oriente. Il fine ultimo di quell’isola era quello di proteggere la repubblica dalla possibilità che fra costoro vi fosse un portatore di contagio: la febbre ostinata e letale che i marnàr chiamavano mors atra, morte atroce in italico.Tanti anni prima, durante i suoi viaggi negli stati d’oltremare, Efrem aveva assistito ad epidemie di mors atra nei villaggi dei pescatori del ducato di Naxos o  sui vascelli mercantili provenienti dalle coste egiziane, talvolta persino nelle ville dei patrizi che governavano i porti di Candia in nome della repubblica: e ogni volta che davanti alla sofferenza dei morenti aveva riflettuto sulla natura della mors atra, era giunto alla conclusione che non si trattava d una punizione divina, come alcuni religiosi del suo tempo andavano professando, ma di un fenomeno naturale che un giorno la medicina – con l’aiuto di menti illuminate dal Signore – avrebbe potuto sconfiggere.

Questo pezzo è tratto da:
L’Admiràl
Sara Mandich
Lingua Franca Edizioni, ed. 2014
Collana “Europea”
Prezzo 9,90€

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