"Alla fine John muore ", David Wong – Trova il film e vinci l’altro mondo…

Fonte: Alvaro photo


Questa è più o meno la faccia che ho fatto confrontando alcuni degli stralci di dichiarazioni su questo libro e quello che effettivamente ho letto io.

“In una pagina fa sprofondare il lettore nel terrore puro e in quella successiva lo fa ridere”Publisher Weekly 

“Il libro mette insieme i trend della cultura pop degli ultimi vent’anni, aggiunge un pizzico di humor adolescenziale e amalgama il tutto con un tocco di splatterpunk. Il prodotto finale vi farà morire dalle risate e dal terrore” i09.com

Non ve le riscrivo tutte perché sarebbe ridondante ma il succo di quel che pensano costoro, probabilmente appartiene ad un altro modo di concepire il terrore e l’humor oppure fanno riferimento ad un altro libro. In questo libro c’è solo una buona traduzione che si evince dal fatto che, nonostante i vaneggiamenti il traduttore non ha scritto svarioni e le frasi sono tutte frasi di senso compiuto, nel limite dei vaneggiamenti dello scrittore. E tenere l’attenzione per redigere la traduzione di 496 pagine deve aver richiesto una buona dose di pazienza.

David Wong, che è la voce narrante, si trova coinvolto, suo malgrado, in una specie di complotto di creature non ben identificate di un mondo parallelo (Indipendence Day, Visitors) che vogliono avere un contatto di tipo non stabilito – un momento sembra li vogliano eliminare in altri abbiano bisogno della loro energia (Matrix) -. Hanno un primo contatto che viene sgominato con una grande battaglia combattuta in un Casnò di Las Vegas a tema ( tipo egiziano quindi La mummia) in cui combattono affianco ad uno spiritista che insegna la gente a gestire i contatti con l’aldilà (sono certa ci sia un film sul tema ma non ricordo quale sia) che viene posseduta in vari modi e contrastata con oggetti sacri come canzoni, preghiere, croci e mentine con frasi apostoliche (L’esorcista). Alcuni dei “contagiati” da insetti si trasformano a loro volta e senza una particolare motivazione o in morti viventi (Zombie o Il ritorno dei morti viventi) o in insetti (mi sembra sia Phenomena).

Ora, se anche io che, non guardo mai la tv e non vado mai al cinema, non ho nemmeno una minima formazione riguardo la filmografia degli ultimi anni, ho riconosciuto questi riferimenti ecco, forse, sono un po’ troppo evidenti. Vi è venuto il dubbio che sia un’accozzaglia “da paura”? Più o meno sì, ma un motivo c’è e lo spiegano in fondo al libro. Tranquilli, non vi racconterò il finale! Ma c’è una postilla dell’autore che si chiama in realtà Jason Pargin, e non David Wong come si firma. Il libro non è nato come un libro bensì come una storia. Fu pubblicato e l’autore visto i complimenti e le richieste di proseguirlo ha, nel tempo, allungato la storia. Da qui si evince il perché il libro continua a virare stile, perché compaiono tutti questi riferimenti evidenti e soprattutto perché sia così confusionario e lento da leggere.

Non che io sia una che se ne intende di film horror o di letteratura del genere, per vedere Phenomena ci ho messo un mese e per la maggior parte l’ho visto da dietro al televisore, ma se non ho provato “terrore” io, trovo difficile che risulti tale ad altri. Forse avrebbe fatto meglio a suddividerlo in più libri e a snellirlo un po’ nei punti in cui sembra più  più il divertimento dell’autore nel descrivere dei particolari la situazione che una effettiva necessità della storia. Particolari come tutta la descrizione cdiJohn (l’amico di combattimento) che da morto parla con David attraverso un Hot Dog e la successiva riflessione di una ventina di righe del capitolo dopo in cui, quest’ultimo deduce, che è riuscito a parlare tramite un qulcosa da mangiare perchè entrambi erano sotto gli effetti della salsa di soia non è grottesco e né ironico ma solo stupito.

Il risultato è un libro da college che ricorda Scary Movie, che può divertire ma solo ad una certa età in cui sarebbe bene evitare di leggere di continue botte e parolacce e di persone che hanno come concezione che il mondo giri attorno al proprio pene. C’è chi lo fa, ma non per questo è un buon esempio! Ho letto questo libro perché coinvolta nel “Gruppo di Lettura “scratch-made“‘. E’ un gruppo eterogeneo e sconclusionato in cui si fa gruppo spesso leggendo a tema e non sempre lo stesso libro e devo dire che per me che, per natura sono sconclusionata, è un vero tesoro! Bisognava leggere una “vergogna”, ovvero un libro che ci si vergognava di non aver ancora letto. Ecco io di vergogne abbondo, e la mia vergogna più grande è “Infinite Jest” che inizio ogni volta e abbandono al capitolo dieci! Ma non avevo così tanto tempo a disposizione così ho scelto un libro che stagnava sul mio comodino da mesi e che non avevo mai aperto, che rappresentava un genere – almeno pensavo- non presente in questo spazio e quindi che dovevo al più presto archiviare!
Detto fatto!

Magari a qualcuno piacerà e mi piacerebbe sapere le sue impressioni, per me è un “dimenticabile” che mi ha fatto patire per essere finito.
Buone letture,
Simona Scravaglieri

Se siete curiosi di ciò che hanno letto gli altri partecipanti al gruppo di lettura:

– Scratchbook con Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut 

– La Leggivendola con La strada di Cormac McCarthy 
– Peek a book con I primi sette anni e altri racconti di Bernard Malamud 
– Le mele del silenzio con Il professore di desiderio di Philip Roth  (in questo caso, la cosa curiosa è che, sostanzialmente, il giudizio su questo libro è simile al mio; quindi vuol dire che, nonostante persone diverse ed esperienze diverse, quello che è il messaggio di Roth arriva forte e chiaro. Questa è la mia versione: Il professore di desiderio è sempre interessante fare questi confronti!)

Alla fine John muore 
David Wong 
Fanucci Editore, ed. 2014 
Collana “Chrono” 
Traduttore Federico Lopiparo 
Prezzo 20,00€


Fonte: LettureSconclusionate




2 thoughts on “"Alla fine John muore ", David Wong – Trova il film e vinci l’altro mondo…

  1. No, lo era parzialmente alla fine del primissimo racconto… poi la storia ha preso altre pieghe.
    Per la questione delle vergogne…io, ora che l'ho letto, l'ho ceduto e spero di prenderne un altro che sia migliore.
    Buon we, e buone letture
    Simona

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