[Dal libro che sto leggendo] Serpenti


Fonte: O glacê do bolo

È uno strano meccanismo quello che fa si che, due case editrici italiane riescano a farmi leggere autori sud-americani. Non lo nascondo, i miei precedenti approcci con questo mondo sono stati veramente un incubo. Invece, eccomi qui, a parlarvi di Serpenti, il romanzo breve di Daniel Krupa di cui oggi vi metto un piccolo assaggio. E’ stato oggetto di una campagna stampa poco prima della fiera della piccola e media editoria e come di consueto io arrivo dopo tutti, ma oramai ci avete fatto l’abitudine giusto?

Cerchiamo di contestualizzare: siamo a La Plata e il nostro giovane protagonista ha deciso di fare un giro allo zoo accompagnato dalla sua ragazza. L’esperienza, come dice anche lui -nella parte di libro trascritta qui sotto-, Risveglia i ricordi di una vacanza fatta a Misiones nella casa natale di un amico, Polonio, e con un altro che si chiama Seco. E’ una vacanza fatta da ragazzi, appena diciottenni forse, che sperano di fare così la grande avventura. Invece… Invece ve lo dovete leggere ecco.

Tenendo conto che è un libro che ho finito domenica, posso dire sinceramente che è un libro veramente piacevole da leggere. È sicuramente un po’ contorto nel suo svolgimento perché il capitolo introduttivo “Zoo” va inteso come il motivo che spinge Fanta a ricordare quella particolare vacanza e contiene anche la risposta a cappello di tutta la storia. Quindi ho dovuto rileggerlo per poterla focalizzare. 

Sicuramente è un libro da leggere e sul quale mi dilungherò nella recensione (paura eh?!?),
frattanto vi lascio l’assaggio e i dati del libro in fondo al post.
Buone letture,
Simona Scravaglieri

P.s. : Caravan edizioni è pure riuscita a farmi leggere un libro in cui si parla di serpenti, nonostante io abbia il terrore puro di volatili, rettili e insetti vari!

ZOO 

Che ci faccio qua? si chiede Fanta sotto gli archi di ferro e cemento che decorano la galleria principale dello Zoo di La Plata.Non sta bene. Anzi, non ci sta proprio. Se qualcuno in questo momento gli si avvicinasse e gli chiedesse come si chiama, non saprebbe cosa rispondere: al massimo blatererebbe qualche scusa. I movimenti elettrizzati dei suoi occhi – celeste uno, grigio l’altro – la dicono lunga sullo stress emotivo che sta per spingerlo verso uno stato di paralisi assoluta, definitiva.Ansimante senza aver corso, si appoggia alla colonna intonacata a calce che gli macchia il giubbotto Uniform blu cobalto. È appena uscito dal serpentario, un luogo di svago nel quale aveva giurato di non rimettere piede dopo quella prima e ultima visita alla selva di Misiones, nel dicembre 1995.Un guardiano gli si accosta. Gli chiede se si sente bene. Fanta gli dice di sì. Il ipo lo guarda, alza le spalle, e torna alla garitta di fibra di vetro da dove tutela la sicurezza dei visitatori da possibili attacchi di animali o viceversa. Sarebbe stato complicato per Fanta spiegargli le ragioni della sua fobia per le vipere, che erroneamente credeva sotto controllo. Non riesce a pronunciare una sola parola. È lì fermo, teso, disarticolato. Non capisce come sia potuto finire in uno stanzone pieno di teche in cui sembrano dormire pezzi di rami che a un minimo movimento non ci avrebbero messo un secondo ad attorcigliarsi per assumere quella posizione difensiva che si trasforma di solito in un bieco attacco mortale.Cerca di capire perché è entrato in uno spazio in cui sa che la cosa migliore che potrà trovare è la porta d’uscita. Potrebbe spiegarselo con l’ambiguità del ricordo. Perché fino a pochi minuti prima, il suo ritorno alla Zoo – oltre a rappresentare un metodo sicuro per risvegliare la sua avversione per i rettili – non era altro che la semplice riproposizione di uno scenario che Fanta evocava quando qualcuno gli chiedeva qual era stato il posto più strano in cui aveva fatto sesso.

Questo pezzo è tratto da:

Serpenti
Daniel Krupa
Caravan Edizioni, Ed. 2009
Traduttore Vincenzo Barca
Collana “Bagaglio a mano”
Prezzo 9,50€ 

2 thoughts on “[Dal libro che sto leggendo] Serpenti

  1. E' un libro particolarmente intrigante, hai ragione. Oltretutto si legge in un attimo perché sono 95 pagine, ma la formula è molto contemporanea. Insomma è un libro da avere e da leggere 😉
    Buona serata George,
    Simo

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