[Dal libro che sto leggendo] Qui forse potrei vivere

Fonte: The RockaBilly Socialite

Oggi, tutti a scuola con Valeria Fraccari! Nonostante la scuola entri a pieno titolo in questo libro, che sto ancora leggendo – so perfettamente di essere in ritardo, non me lo ricordate! -, il tema principale delle prime 60 pagine è la vita di Irene, professoressa di lettere in una scuola superiore che sta vivendo un momento di passaggio in cui la diaspora degli affetti, l’amica che si è sposata e la figlia che va a vivere da sopra, fanno riaffiorare una Irene che era stata accantonata quando era rimasta incinta, mentre era all’università, nel momento in cui aveva deciso di tenersi la bambina e di andare via di casa.

Non che Irene fosse molto socievole prima, la sua timidezza la frena negli affetti e il suo rifugio è quel mondo di parole che diventa  prima consolatorio e poi lavoro. Un giorno però anche le parole non sembrano più bastare a colmare questo grande vuoto che da qualche tempo sembra far parte di lei e da qui, parte il romanzo.

E’ un libro interessante, sicuramente si può ben capire, come è successo per Giulia Alberico, che dietro c’è la mano di una scrittrice e di una professoressa ma, ancora di più di una donna. La scrittura scorre e le emozioni di Irene prendono mano a mano forma davanti ai nostri occhi attraverso descrizioni minuziose ma mai pedanti. Un lavoro veramente interessante di cui riparleremo nella recensione. Nel frattempo vi posto un assaggio del primo capitolo…giusto per sbirciare un po’ lo stile!
Buone letture,
Simona Scravaglieri


Erano tutti in piedi.
Aspettavano un gesto che li autorizzasse ad uscire dall’aula.
– Possiamo andare? – aveva cautamente domandato un ragazzo.
La combinazione di impazienza e imbarazzo che Irene aveva avvertito in quelle due parole le aveva fatto aprire gli occhi e guardare l’orologio: l’ultima ora era finita da quasi dieci minuti.
Aveva annuito senza alzare lo sguardo; passando davanti alla cattedra, una ragazza l’aveva salutata sottovoce.
– Mi spiace –  aveva detto Irene, quando orami in classe non c’era più nessuno.
Una bidella si era affacciata alla porta: voleva sapere se aveva bisogno di qual cosa, di un bicchiere d’acqua, o che facesse chiamare qualcuno, magari un taxi per tornare a casa. I ragazzi le avevano riferito che non stava bene.
Non era niente – l’aveva rassicurata Irene alzandosi e raccogliendo i libri sparsi sulla cattedra – solo stanchezza.
– Vada a casa, prof e si riposi –  aveva detto la bidella e , mentre se ne andava ciabattando, aveva scosso la testa in un gesto che a Irene era sembrato di disapprovazione. dal corridoio le aveva augurato buona domenica, con una intonazione interrogativa nella voce, come se non lo credesse possibile.
Appena  era stata sicura di essere sola, Irene si era seduta di nuovo.
Un formicolio nelle mani e nelle braccia le faceva bruciare la pelle e la testa le pesava sul collo; avrebbe voluto appoggiarla sulla cattedra e chiudere ancora gli occhi, solo per qualche minuto, ma si era fatta forza e si era alzata.
Uscendo dall’aula si era resa conto che ormai se ne erano andati tutti, doveva sbrigarsi.
Era salita al pano di sopra, in aula professori, per mettere vi i libri e il registro: il calore della stanza fino a poco prima affollata stagnava nell’odore di chiuso e di carta.
Aveva aperto la finestra e si era affacciata: in cortile un gruppo di studenti si affollava intorno a un professore di francese, un collega gentile dai modi goffi e miti, che i ragazzi prendevano sempre un po’ in giro sapendo che lui li avrebbe lasciati fare. Irene aveva provato una fitta di nostalgia per quella confidenza leggera.
Il cielo scuro e pesante di pioggia era stato elettrizzato da un lampo: studenti e professori che ancora si attardavano in cortile si erano dileguato in un attimo; le ultime a uscire erano state due ragazze che si erano salutate abbracciandosi strette prima di correre fuori.
Lo fanno sempre, aveva pensato Irene.
Ogni volta che si salutano, le ragazze si abbracciano e si baciano come per un addio.


Questo pezzo è tratto da:

Qui forse potrei vivere
Valeria Fraccari
Biblion Edizioni, ed 2014
Collana “Fronde sparte”
prezzo 12,00€

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