[Dal libro che sto leggendo] Se fossi in te io insisterei

Fonte: AltissimoCeto

Anche questo un libro capitato per caso, anche in questo caso ignoravo totalmente chi fosse l’autore (da che si deduce che le mie frequentazioni di tv e radio sono poche e pure poco approfondite!), anche qui un lavoro molto particolare. Una grande lettera che serve non solo per raccontare una figura importante nella vita di un bambino ma, sopratutto, per dare l’opportunità di raccontarsi.

E questo continuo raffronto fra quello che è il figlio e la figura del padre, sembra accompagnare le pagine che sto leggendo. L’immagine di un padre “umano” che però agli occhi di un figlio rimane sempre un po’ supereroe e al contempo, lo sguardo di un adulto che si confronta, cercando di essere sempre all’altezza con quello che pensa che ci si aspetti da lui. Il tutto raccontato con la delicatezza di un dialogo intimo fra due figure, una silente e una parlante, in un dialogo infinito e sempre nuovo volto a ricordare e a capire quello che è stato per poter guardare al futuro con rinnovata certezza.

Non posso dirvi di più perché l’ho iniziato da poco, ma credo che già questo pezzo renda accattivante l’idea di averlo fra le mani e leggerlo.
Buone letture,
Simona Scravaglieri

Ciao papà,non so se ti spedirò mai questa lettera, ma intanto la scrivo.Ti devo dire delle cose perché qua la vita si fa complessa ed è sempre più difficile capire, restare lucidi, trovare un senso, interrogarsi sulla felicità.Poi ti devo dire delle cose perché tu mi hai sempre spiegato il mondo e da quando non ci sei è il vuoto ad ogni dubbio. E io sono strapieno di dubbi. Su tutto, costantemente, e più ci penso più i dubbi aumentano e rischiano di lasciarmi immobile nel panico davanti a uno scaffale di supermercato, incapace di decidermi fra pasta lunga o pasta corta. O non sarà meglio il riso?Ormai non sono più in grado di scegliere nulla, ma proprio nulla; pensa che fra acqua frizzante o naturale, al culmine della discussione che nasce nella mia stupida testolina, solitamente, preso dall’agitazione, le ordino entrambe e poi le mischio nel bicchiere. Ecco: prendere tutto e poi conviverci cercando una sintesi. Però non so se questo sia un atteggiamento sano. Anche perché così diventa tutto molto più faticoso.Prenderle entrambe per mischiarle vale per quando sono fuori, visto che a casa bevo l’acqua del rubinetto, come m’hai insegnato. Ma cosa si ordina al ristorante non ha fatto in tempo a spiegarmelo, oppure non ti ho ascoltato a sufficienza.Noi si andava pochissimo al ristorante, forse perché con cinque figli alla fine ti sarebbe sempre toccato pagare per sette, anche se non credo fosse questo il motivo. È che a te non piaceva tanto uscire: nel poco tempo in cui non lavoravi amavi stare con noi, protetto dalle mura domestiche, lasciando il mondo e le preoccupazioni altrove per dedicarti alla tua famiglia e tormentarci di solletico. Poi, sì, forse non ci portavi fuori perché sapevi bene che chi avrebbe sofferto nel leggere la colonna di destra del menù, quella coi prezzi, sarebbe stata la mamma. Risparmiava giorno e notte per fare la spesa per sette persone con una regola ferra che oggi è stata aggiornata in euro: “Non compro formaggio che costi più di 10.000 lire al chilo!”. In uno dei giorni finali in cui ci raggruppasti tutti ricordo bene che mi dicesti: “Se ci sono ancora dei soldi sul conto, dovete ringraziare vostra madre”.Ricordo un compleanno della mamma in cui ci portasti in un lussuoso ristorante, arrivarono sei giganteschi menù con la copertina di pelle nera, mentre alla mamma venne consegnato un menù rosso. io chiesi che venisse portato anche a me il menù rosso, perché mi sembrava più bello e sospettavo che fosse più buono. Il cameriere guardava te per avere il consenso del pater familias, che tu non gli accordasti per poi spiegarmi che avevi fatto portare alla mamma un menù senza scritti i prezzi, di modo che finalmente lei potesse per una volta ordinare ciò che preferiva e non ciò che conveniva alle nostre economie. Per un attimo pensai che questo fosse il più bel gesto d’amore di sempre. Per un attimo. Poi pretesi quello stesso amore anche per me.“Vabbè papà, ma anche io voglio poter scegliere liberamente.” 

Questo pezzo è tratto da:

Fossi in te io insisterei
Lettera a mio padre sulla vita ancora da vivere
Carlo G. Gabardini
Mondadori Editore, Ed. 2015
Collana “Le strade blu”
Prezzo 17,00€ 



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