"Fossi in te insisterei", Carlo Gabardini – Storie di marmellate e nutelle…

Fonte: Italia che cambia




Caro Gabardini, mai desistere dall’insistere, aveva ragione tuo padre! E’ una cosa che mi diceva anche il mio, magari un po’ più velatamente. Se avessi detto “Papà, passo da architettura ad ingegneria”, forse – anzi quasi sicuramente-, mio padre mi avrebbe accompagnata velocemente in segreteria studenti per essere sicuro che non cambiassi idea nel frattempo. Al tuo “Fossi in te insisterei” io opporrei quel che mi disse mio padre “Non accontentarti”. E io lo faccio, in ogni cosa che metto in piedi, come anche in questo blog o nella ricerca del libro perfetto.

Quella di oggi è a tutti gli effetti una biografia. Mi sa che l’ho già dichiarato, ma io non avevo alcuna idea di chi fosse Carlo Gambardini, ma nemmeno Olmo – non ho mai memorizzato i nomi dei personaggi delle sit-com come non sono affatto brava a citare pezzi dei libri che mi piacciono -.
Carlo Gabardini è attore, sceneggiatore, figlio, ipocondriaco a volte, irriverente, decisamente logico sin da piccino, onesto e soprattutto ha una libreria paurosamente disordinata e per questo immensamente bella, ed è gay. Ora sono certa che chi legge molto più di me i giornali ricorda che circa due anni fa comparve su Repubblica una lettera in cui proprio Gabardini faceva il suo coming-out. In questo libro Carlo spiega il perché di quella lettera, dedicata ad un ragazzino che si era suicidato proprio perché si sentiva un escluso per essere gay. A quella lettera sono seguite delle interviste e anche dei video. Ma perché opporre un coming-out? Non è per sentirsi accettato, egli stesso ammette di non averne mai avuto bisogno. Ma la vera e propria spiegazione sta in fondo a questo video:


“Ascolta le cose cambieranno, dovrebbero cambiare fra quindici minuti e non sarà fra quindici minuti, però sarà presto. Più presto di quello che pensiamo. E quando questo accadrà ci sarà una festa pazzesca. Anche per non perdersi questa festa, secondo me, conviene resistere.” Eccolo qui il motivo, semplice e puro, capire che si è come si è, indipendentemente da quello che pensano gli altri, anche perché se non ci sembra, non si è mai soli. Questo video riassume il concetto per Simone che non c’è più e per i “Simoni” che si nascondono o non si accettano. E io l’ho trovato veramente toccante.

Non è solo questa la storia. C’è anche una storia dentro la storia, ed è quella di un figlio che fatica ad accettare il vuoto lasciato da un padre come quelli di una volta. magari rigido e severo, ma presente e risolutivo, uno di quei grandi eroi, agli occhi dei loro piccini, da eguagliare e da rendere sempre orgogliosi. Sicuramente il padre di Carlo era orgoglioso di lui, del suo cipiglio nel buttarsi in una carriera così diversa da quella sicura della legge nella quale, invece avrebbe potuto aiutarlo. ma digerire una mancanza e un vuoto é sempre immensamente difficile. Il dolore non si attutisce, ma si impara a conviverci. E così fra un aneddoto e l’altro questo libro è un grande e lungo discorso scritto da un figlio al proprio padre per ricordare i momenti passati insieme e quelli che invece sono passati senza di lui. C’è una nostalgia che mi ha particolarmente toccata proprio perché la conosco bene.

Il tutto è raccontato con estrema semplicità, senza quasi nemmeno penare al lettore che sbircia dentro un’intera vita. Non servono perché è concepito proprio come un diario intimo e pubblicato quasi er dire “Anche in questo non sei solo, non sei il primo e non sarai l’ultimo, ma puoi sempre andare avanti per vedere come va a finire”. E in effetti Gabardini lo fa, fa anche introspezione cercando di separare l’immagine che si è mentalmente ricostruito del padre e quelli che sono le reali caratteristiche paterne. In mezzo a tutto ciò, a questo tripudio di uomini chi c’è? La mamma, che come nel mio caso, è stata il collante della famiglia, la donna che sembrava dover essere sempre salvata e che ha cresciuto nel suo caso 5 figli è stata capace di prendere le redini della casa e a continuare a dar loro la possibilità di crescere. Ed è forse per questa sua forza inaspettata, sempre con il sorriso sulla bocca, a mo’ di battuta, Gabardini si riferisce spesso e volentieri a lei, in pubblico e nel libro. E’ diventata per lui, eterno indeciso, un punto di riferimento che però lo spinge ad uscire e a crescere, a maggior ragione da quel giorno che in cucina venne a sapere che il figlio era gay.

Libro triste da leggere con il fazzoletto in mano? No, è un libro veramente divertente, perché la leggerezza con la quale l’autore parla nel video di Gay ed Eterosessuali, accompagna anche questa carrellata di ricordi. Magari la lacrimuccia scapperà in qualche punto, ma sicuramente è un libro piacevole da leggere che vi farà sentire meglio quando lo chiuderete. Un lavoro da tenere vicino ogni volta che si ha bisogno di farsi forza, di sapere che non si è soli o quando si ha bisogno di fare coming-out su qualsiasi cosa (odio “I promessi sposi”! questo è il mio che dico spesso per rivendicare il mio diritto a dire quello che non mi piace!). E come disse l’avvocato Gabardini “Fossi in te [in questo caso “me” o”voi”] io insisterei!”.
Libro consigliatissimo per tutti.
Buone letture,
Simona Scravaglieri

Fossi in te insisterei
Carlo Gabardini
Mondadori Editore, ed. 2015
Collana “Le strade blu”
Prezzo 17,50€

Fonte: Tv sorrisi e canzoni

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