"L’esatto contrario", Giulio Perrone – Quando titolo migliore non si poteva trovare…

Fonte: Huffington Post


La tendenza, di molti autori, di associare la tecnica del romanzo a generi che richiederebbero approcci diversi non è nuova ma, certo è, che quando romanzo, noir e giallo vengono ben miscelati l’esperimento che ne esce è, non solo interessante, ma anche decisamente appassionante.
In questo caso siamo di fronte ad un romanzo vero e proprio, dipinto con tinte fosche che ben si adattano alla situazione che Perrone crea e dalla quale parte la storia.

Riccardo è un giornalista squattrinato che, alla soglia dei quarant’anni, deve integrare i magri guadagni vivendo come uno studente universitario, ovvero affittando camere. È stato lasciato dalla sua ragazza storica invaghita di un altro, è romanista e, in fondo, la sua vita che per la maggior parte del tempo si svolge in un quartiere romano abbastanza conosciuto – San Lorenzo – gli sta più che bene. Ma il vedere il servizio televisivo sulla scarcerazione di un suo ex professore, accusato di aver ucciso una sua compagna di università, lo riporta nella condizione di rivivere un periodo buio della sua vita. Giulia, la ragazza uccisa, era “quella” con la quale tutto sarebbe potuto accadere e non c’era stato tempo. In più la vicenda non lo convince fino in fondo; ha voglia di parlare con qualcuno e l’occasione di un confronto si conclude con un ricatto. O l’articolo sulla famiglia della ragazza, reticente verso la stampa, oppure niente più collaborazioni. E a Riccardo non tocca far altro  che rispolverare i vecchi contatti e intesserne dei nuovi. Ma a questo punto cominciano a morire tutti gli interessati alla vicenda e sono tutte morti molto sospette.

Presentato  così sembra proprio un giallo, magari anche un po’ thriller. In effetti, è proprio costruito, indizio per indizio, come un giallo ma rimane evidente la sua natura romanzesca proprio perché spicca nella storia che il “mistero” non è l’interesse principale dell’autore; tale interesse, che va dalla caratterizzazione dei personaggi, fino alla gestione della ricostruzione del passato dei protagonisti per svelarne di volta in volta indizi e possibili letture dei comportamenti e delle scelte, fa sì che il ritmo della storia sia sempre incalzante e mai noioso. In più qui la difficoltà maggiore è che il nostro giornalista non è il soggetto indagatore, ma la situazione stessa lo porta a svelare di volta in volta informazioni che gli arrivano in forma indiretta e che, a volte, sembrano contraddittorie. Giulia quando è stata uccisa era una ragazza giovane ai primi anni di università ed era anche un’ottima allieva, ma frequentava persone fra loro diversissime e aveva anche dei lati oscuri. Messe tutte insieme in una frase, l’immagine restituita di Giulia è completa; ma cosa succede se tutte le informazioni di Giulia ci arrivano in tempi diversi e si presentano con una sequenza differente? Anche nella frase stessa l’impatto cambierebbe: Giulia aveva dei lati oscuri e frequentava persone fra loro diversissime, quando è morta era giovanissima e un’ottima allieva. La prima immagine che avete della ragazza non è, in questo caso, completamente positiva.


Ecco, in questo lavoro, Perrone gioca proprio con questa tecnica accentuandola con l’utilizzo di una tempistica diversa per ogni indizio. Alcune informazioni vengono da resoconti del passato, in altri casi da ricordi o percezioni del presente, altri ritornano al presente da un “presente passato” attraverso riflessioni della stessa protagonista defunta. Quindi indizi singoli, voci diverse, tempi diversi e in ultimo rapporti diversi dovuti al fatto che i protagonisti della vicenda sono legati alla defunta da legami diversi, la famiglia, l’amico, l’amore, il presunto assassino e via dicendo. Da semplice che era ora vi sembra un gran caos? Assolutamente! In questo gioco di incastri perfetti l’indizio è il punto d’incontro fra l’informazione, chi la fornisce, il tempo in cui è concepita o è stata vissuta. Quindi a Riccardo non rimane che accantonare volta per volta le informazioni, in maniera via via più professionale e non coinvolta, per riuscire a svolgere la matassa. In più, strano ma vero, quel che vi sto raccontando è sintetizzato nel titolo “L’esatto contrario” è veramente il “mood” di questo lavoro che si regge proprio sui contrasti, quindi è decisamente giusto dire che, titolo migliore e più rappresentativo, non si poteva certo trovare!
A tutto questo aggiungo che la storia e il suo svolgimento è decisamente verosimile – non vi arriveranno UFO! – e quindi regge dall’inizio alla fine a testimonianza dell’attenzione al particolare che fa funzionare tutto l’ingranaggio.

So perfettamente che vi state dicendo “Si è persa la componente noir!”, c’è ma in punti che non vi posso raccontare! 😛

Per essere alla sua prima prova come autore, almeno credo che sia così, io trovo che Giulio Perrone, in questo genere, si riesca a muovere veramente bene. È stato una vera scoperta che consiglio anche a voi. 
Buone letture,
Simona Scravaglieri


L’esatto contrario
Giulio Perrone
Rizzoli Editore, Ed. 2015
Prezzo 18,50€


Fonte: LettureSconclusionate


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