[Dal libro che sto leggendo] Allegiant

Fonte: Explore Talent

Come detto in precedenza, nel caso di Insurgent, se non avete letto i precedenti e non volete avere spoiler dovete evitare di leggere questa anteprima. Questo è il capitolo finale della trilogia di Divergent, anche se, a questo libro ne sono seguiti altri due dal titolo “Four. Una scelta può liberarlo” e “Free Four” (di cui il secondo disponibile solo in versione digitale e associato all’acquisto della trilogia in ebook). Questi due sono “aggiunte” ovvero sono parti già affrontate nei libri o accennate, raccontate dal punto di vista di lui.

Dopo aver perso il “Contesto” in Insurgent (vedi la recensione di Divergent), dove la storia prende il sopravvento, qui torniamo a piè pari nel vero e proprio contesto distopico. E, a parte la storia che rimane molto presente, le riflessioni dei nostri protagonisti cominciano ad essere un modo per affrontare, non in maniera approfondita però, discorsi un po’ più seri. Siamo in una traslazione del mondo che abbiamo conosciuto nel primo capitolo della storia anche se questa riprende dalle ultime fasi dei “fattacci” di Insurgent – mamma quant’è complicato parlare di un libro senza anticipare alcunché!-.

Per quanto mi riguarda la soluzione dell’intera vicenda è stata vittima di un clamoroso errore della scrittrice, aveva la soluzione sotto gli occhi e ha scelto un percorso tortuoso e per svolgere la trama intessuta in questo libro. E’ un peccato, ma è andata così. Rimane comunque una trilogia molto valida.
Buone letture,
Simona Scravaglieri

CAPITOLO UNO
TRIS

Cammino avanti e indietro nella cella del quartier generale degli Eruditi. Le sue parole m,i riecheggiano all’infinito nella mente: Il mio nome sarà Edith Prior, e ci sono molte cose che sono felice di dimenticare.
«E così non l’avevi mai vista? Neanche in fotografia?» Insiste Christina, la gamba ferita appoggiata sul cuscino. Le hanno sparato durante il nostro disperato tentativo di mostrare il video di Edith Prior a tutta la città. Allora non avevamo idea di cosa avremmo sentito, né immaginavamo che avrebbe fatto saltare  le fondamenta stesse della nostra esistenza: le fazioni, le nostre identità. «E’ tua nonna. tua zia o cosa?»
«Ti ho detto di no» ribatto, voltandomi quando mi trovo di fronte al muro. «Prior è… era il cognome di mio padre, per cui quella donna dovrebbe appartenere al ramo paterno della famiglia. Ma Edith, è un nome da Abnegante, mentre i parenti di mio padre erano Eruditi, perciò…»
«Perciò dev’essere più vecchia » osserva Cara, appoggiando la testa alla parete. Vista da dove mi trovo, è identica a suo fratello Will, il mio amico… a cui ho sparato. Poi però si raddrizza e lo spettro di lui scompare. «Di qualche generazione precedente. Un’antenata.»
“antenata.” Questa parola sa di fatiscente, come un muro scalcinato di mattoni. Mentre cammino in circolo, tengo la mano attaccata alla parete. L’intonaco è bianco e freddo.
Una mia antenata, e questa eredità che mi ha lasciato: mi ha affrancato dalle fazioni e mi ha fatto scoprire che la mia natura Divergente è più importante di quel che pensassi. La mia stessa esistenza è il segnale che dobbiamo andarcene da questa città e portare il nostro aiuto a chiunque sia fuori.
«Vorrei sapere» Continua Cara, passandosi una mano sul viso, «… devo sapere da quanto siamo qui dentro. Potresti smetterla di fare avanti e indietro per un minuto
Mi fermo al centro della cella e la guardo con le sopracciglia alzate.
«Scusa» mormora.
«Va tutto bene» interviene Christina. «Siamo chiuse qui dentro da troppo tempo.»
Sono passati diversi giorni da quando Evelyn – con pochi e brevi comandi – ha sedato il tumulto nell’atrio del quartier generale degli Eruditi e ha fatto rinchiudere tutti i prigionieri nelle celle al terzo piano. Un’esclusa è venuta a curare le nostre ferite e a somministrarci gli antidolorifici; abbiamo mangiato e ci siamo lavate diverse volte, ma nessuno ci ha detto anche sta succedendo fuori, per quanto insistentemente abbiamo chiesto notizie.
«Mi aspettavo di vedere Tobias già da un po’» borbotto lasciandomi cadere sul bordo della mia branda. «Dove si è cacciato?»
«Forse è ancora arrabbiato perché gli hai mentito e ti sei alleata con suo padre a sua insaputa» ipotizza Cara.
Le scosso un’occhiataccia.
«Quattro non sarebbe così meschino» li difende Christina, non so se per contraddire Cara o per rassicurare me. «E’ più probabile che qualcosa gli impedisca di venire. Ti ha detto di fidarti di lui.»
Quando è scoppiato il finimondo  e tutti gridavano mentre gli esclusi cercavano di spingerci verso le scale, mi sono aggrappata all’orlo della sua maglia èper non perderlo. Lui mi ha preso per i polsi e mi ha spinto via, pronunciando quelle parole: Fidati di me. Vai dove ti dicono.
«Ci sto provando» bisbiglio, ed è la verità- Sto provando a fidarmi di lui. Ma ogni parte di me, Ogni fibra e ogni nervo, vuole scappare via… non solo da questa cella ma anche dalla prigione che è la nostra città.
Devo vedere che cosa c’è oltre la recinzione.

Questo pezzo è tratto da:
Allegiant
Veronica Roth
De Agostini Editore, ed 2014
Traduzione R. Verde
Prezzo 12,67€ (Copertina morbida) 
 

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