"Insurgent", Veronica Roth – Per amor di rabbia…

Fonte: Latino Review

Questa recensione potrebbe risultare uno spoiler, quindi, se vuoi leggere tutta la trilogia, senza avere anticipazioni, potrebbe essere una buona idea non leggerla! Come detto nei precedenti post: Lettore avvisato, mezzo salvato!




Che dire, dal contesto perfetto, in questo libro, la Roth lascia perdere qualsiasi forma distopica per concentrarsi sui suoi personaggi. E, qui, c’è solo questo. Tris si è innamorata di Four e su questo ruota tutto il resto della storia. Ci sono parecchi aspetti che fanno pensare che, questo libro di passaggio, sia quasi totalmente inutile.

Ma andiamo per gradi. Gli eruditi, che poi non sono loro ma è una sola Jeanine Matthews, cercano di prendere il potere annientando la fazione degli Abneganti che viene salvata in extremis da Tris, che nel frattempo ha anche liberato anche Four prendendoci pure una bella dose di botte visto che lui era sotto siero di simulazione, come tutti gli intrepidi di cui si è servita la capo-fazione degli eruditi. Hanno annullato il programma, gli intrepidi si sono svegliati e Four, Tris, Caleb (fratello di lei) Marcus e Peter sono scappati verso la recinzione della città. Nel cercare di salvarla da annegamento, la madre di Tris è morta così come il padre quando ha forzato il posto di blocco nella casa madre degli intrepidi per interrompere il programma che muoveva l’esercito. Nel frattempo Tris ha ucciso, per salvarsi, il suo amico Will, che era il ragazzo di Christina, che era sotto simulazione e la teneva sotto tiro.

Quando nel Diario di un mese di libri, ho scritto che nel primo volume c’era un errore, c’è e c’è anche nel film che presenta, nella sostanza, la stessa scena ma svolta in maniera diversa. Per il libro, Four è sperimentatore, non consenziente, di un siero diverso e più forte che può contrastare la sua natura divergente e sta pilotando l’attacco insieme ad altrieruditi. Nel film sta sotto simulazione e basta. Ma nel momento in cui questa scena pre-finale si conclude, prima che scappino, sembra ci sia del tempo che, visto che hanno fatto una mezza strage per interrompere questo benedetto programma (per il libro per rubare l’HD che lo contiene), potrebbero benissimo impiegarlo facendo fuori Jeanine e invece no! Si limitano a guardarsi intorno e a decidere di togliere le tende. Altrimenti Divergent sarebbe potuto essere auto-concludente o, almeno, la sua scrittrice avrebbe dovuto congegnare un panorama, possibile ma diverso, cosa che, evidentemente, non era nelle sue corde e quindi ce lo teniamo così!

Quindi Insurgent si apre con il passo successivo, ovvero quando scendono dal treno dopo essere fuggiti. Sono usciti dalla recinzione, si sono rifugiati dai Pacifici che, siccome sono giustamente pacifici, contrattano la loro l’ospitalità in cambio della rinuncia a tenere per loro le armi. Tris, manco a dirlo, ne nasconde una insieme all’HD (che sta per Hard-disk o memoria esterna per i meno nerd) nella sua stanza. HD che non usano e che avrebbero potuto distruggere sul posto ma tutta la riflessione e l’organizzazione per nasconderlo occupa una decina di pagine: quindi chi siamo noi per distruggerlo prima? Lo fa lei a qualche capitolo dall’inizio! In più, la giovine che faceva dormire lui per terra un paio di giorni prima è sparita, dopo meno di 48 ore non si fa problemi ad addormentarsi accanto al suo bello, ma è anche diventata più strana. Pare che una maledizione l’abbia colpita, da quando ha messo piede tra i pacifici sta perennemente arrabbiata e vuole ammazzare Jeanine – ora eh? farlo prima no! -. Ma gli intrepidi stanno ancora cercando, senza siero di simulazione, i ribelli, ovvero loro, Tris e Four in testa a tutti, accusati di aver architettato tutto questo piano per far fuori gli Abneganti e dar la colpa agli Eruditi. Spiegazione che, ora che la scrivo, ha ancora meno senso di quello che aveva quando l’ho letto.

Più o meno questa è la parte di quello che succede nei primi capitoli. A lei viene assegnato il ruolo della lavandaia e lui si occupa di tenere occupati i bambini. Ma più che altro lei si limita a camminare in un luogo pacifico con l’aria sempre tra l’imbronciato e il killer di professione e lui pazienta e sopporta. Pure qui succede un fattaccio che potrebbe essere una componente buona di tutta la trama, ma visto l’impegno che ci mette la Roth a descrivere i cambiamenti umorali/ormonali di Tris, il tutto va farsi benedire. Tant’è, che in questo caso, il film di Insurgent ha, con la trama, in comune non più di 15 minuti, non consecutivi. Arrivano alla stessa conclusione, passando per gli stessi luoghi, lei è sempre un mastino contagiato da rabbia e lui sempre una via di mezzo fra un redentore e un missionario, ma il film è decisamente più credibile e avvincente. Ma la cosa più sorprendente è che manco con i tempi tecnici dettati dall’autrice possiamo  giustificare tutta questa rabbia. Dopo le dieci settimane di formazione e un giorno di test, diciamo due mesi, la giornata di lotte, quindi due mesi e un giorno, sul treno lei è un passerotto ferito che dice a lui che non sa più chi è, come faranno a vivere, che senza fazione e che sono soli. Poi arriva nel paradiso terrestre e se potesse farebbe una strage fra gli hippies, non suona strano anche a voi? Questa ragazza torna normale solo quando combatte e la normalità non è data dalla lucidità ma solo dalla situazione.

Ma gli altri? Eh lo so che ve lo state chiedendo di Marcus, Caleb, Peter e tutto il gruppo degli armoniosi pacifici. Contorno, solo contorno. Occupano lo spazio fra un’incavolatura e l’altra della nostra eroina e servono quando lei si rilassa un po’. Se ci fosse stata una tassa sui i deus-ex-machina la Roth con questo libro sarebbe andata fallita! Ad un certo punto si separano pure, Marcus sparisce in una rocambolesca fuga ma nessuno si domanda che fine abbia fatto. Caleb, dopo averli seguiti nel rientro in città, s’inventa una scusa, e se ne va con la sua ex innamoratina dagli Abneganti – no, nei film non viene menzionata ma nei libri sì- e la sorella lo lascia andare così, senza nemmeno premurarsi che il suo rientro sia sicuro. C’erano tanti spunti sui quali avrebbe potuto puntare la nostra Veronica e invece si è limitata a preparare il terreno per il colpo di scena che giustifica  il libro successivo che, invece, ritorna, per nostra fortuna, ad avere un intricato intreccio distopico.

Quindi che salvare di questo libro? Il film! Il film non è affatto malvagio e molto più credibile nel suo svolgimento. Si sofferma di meno sulla capocchia di uno spillo ma cerca di contestualizzare l’azione nell’intricata struttura delineata con Divergent. Le scene che si susseguono mettono ordine a tutta quella serie di capitoli conditi di “se”, di “ma”, o di “faccio la kamikaze salvando il mondo, mettendolo in pericolo e lamentandomi che chi mi sta attorno prima o poi muore”. Tanti baci fra i due innamorati che servono a sugellare la pace che fanno ogni volta che litigano e tanta rabbia gratuitamente esposta che non ha alcun fine secondo quelle che sono le azioni/scelte che poi Tris fa nelle varie scene. Diciamo che meno di metà del libro serve a capire quello successivo e a collegarlo con la prima parte. Ma non era totalmente necessario, almeno non scritto così.
Per fortuna qui, non ci sono “strappandiera” (vedi recensione Divergent) ma continuano ad esserci parecchi “Mia mamma e mio papà”.

Buone letture e buon ferragosto a tutti dalla calda, ahimè, Rocca di Papa da me, Oscar e Joyce (il nuovo pargolo peloso arrivato)
Simona Scravaglieri

Insurgent
Veronica Roth
De Agostini Editore, ed. 2014

Traduzione R. Verde
Prezzo 10,97€ (copertina flessibile)



Fonte: LettureSconclusionate


4 thoughts on “"Insurgent", Veronica Roth – Per amor di rabbia…

  1. Ho letto la tua recensione e mi sono detta: non-ci-credo! Telepatia! Ho letto questo libro (ahimè!) qualche tempo fa e non posso far altro che sottoscrivere in tutto la tua recensione! Anche io avevo notato quest'errore, però lì per lì mi ero semplicemente accusata di essermi distratta e aver fatto confusione (leggo spesso più libri contemporaneamente)! Quindi, grazie per avermi confermato di non essermi sognata tutto! ^^
    In più, questo libro (ma la saga in generale) è pieno di altre mille imprecisioni. I personaggi (secondari) sono semplici macchiette spente ed inutili; i principali subiscono una drastica (e inspiegabile) mutazione di carattere; le situazioni che devono “affrontare” sono spesso risolte in maniera sciocca, quasi infantile. Cmq, mi sto dilungando!
    Mi ha fatto davvero piacere leggere la tua recensione!
    A presto!!

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  2. La fregatura infatti sta in questa maledetta concezione che vede i libri per ragazzi come libri da poco. E' una maledizione! E' uno di quei lavori, questa trilogia, per la quale mi piacerebbe andare dalla scrittrice e mi piacerebbe chiederle perché buttare tanta energia a costruire un bel contesto per riempirlo di situazioni gestite a cavolo. Mi piacerebbe capire veramente risposta potrebbe fornirmi…
    🙂
    Ben trovata anche qui!
    Simona

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  3. Arrivo adesso alla recensione, ora che ho quasi finito il libro (mi mancano circa 5 capitoli).
    Che dire? Tris senza alcun reale motivo diventa una pazza isterica e pure un po' schizofrenica. Da persona che, appunto, fino al mese prima ci provava a essere forte e non ci riusciva sempre – d'altronde sei un essere umano eh, cocca – non spende manco mezza pagina per realizzare che più che senza fazione è senza famiglia.
    Il fratello pure la tradisce – pare, non sono ancora giunta in un momento in cui si capisce l'insensata mossa di quel troglodita del fratello – e lei sta lì a fare a botte e a fare cretinate (perché fa cretinate) credendo che il mondo giri attorno a lei.
    Ma perché, si pensava che se si lasciava morire e si consegnava a Jeanine tutto sarebbe finito?! Ma quanti anni ha, dieci, che non riesci a fare un ragionamento complesso? Ma te pare che quella ha montato su una guerra, ha ammazzato triliardi di persone solo perché tu muoia? E secondo te, gli altri ribelli dopo che ti sei consegnata li lascia liberi di pascolare in città? Troppo idiota.
    Tutto il libro non sarebbe esistito se lei non fosse una cretina. Ecco. Inutile, proprio inutile.

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  4. :DDDDD In effetti si salva solo perché è un libro di mezzo; il problema principale è dato dal fatto che la Roth parla di un'età che evidentemente che non conosce o non ricorda bene. Io una sedicenne posseduta così non l'ho mai vista… più che sedicenne sembra bipolare! Diciamo che di Insurgent, solamente per una questione di continuità di trama, si può salvare meno del 30% del libro. La restante parte è tutta fuffa…e pure mal organizzata! 😀
    Continuerò a dirtelo all'infinito…sei un vero mito ad aver letto questo libro direttamente in lingua originale in così poco tempo! Librangolo Acuto For President! 😀
    Buona giornata,
    Simo

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