"Jane Austen. I luoghi e gli amici", Costance Hill – Le ammiratrici del passato…


Il famoso scrittoio
Fonte: Un tè con Jane Austen



Come dicevo nel Diario relativo al mese scorso, questo libro mi è piaciuto ma non l’ho proprio tanto adorato. Mi è piaciuta la componente saggistica fatta alla vecchia maniera, un po’ folkloristica, che mi ricorda tanto Paolina Leopardi e Marcel Schowb ma, con la figura di Jane Austen sotto osservazione, è risultato un tantinello più lezioso rispetto a quello che mi sarebbe piaciuto. E’ un po’ come quando Paolina Leopardi (sì è la sorella di colui dell’Infinito) si sofferma in un punto particolare del suo resoconto sulla vita di Mozart per sottolineare che il padre di lui era preoccupatissimo perché il figlio non aveva dietro le braghe turchine per un’esibizione a corte, vado a memoria, a Parigi. Ecco, il pensiero che il grande Maestro abbia potuto anche avere una preoccupazione del genere, che questa abbia potuto torturare pure suo padre che lo aveva portato nei salotti dei regnanti di mezza europa fin da piccolo, non lo nascondo, ancora oggi mi fa più che sorridere. 

Perché perdonare Paolina e aspettarsi di più da Costance? Forse perché Costance aveva già scritto saggi su altri personaggi storici, mentre Paolina si struggeva da Recanati per conoscere il grande artista che non vide mai, per visitare i luoghi ove era stato e sentire la sua musica. Costance invece ha più possibilità di movimento eppure sembra meno interessata alla Jane scrittrice che a ritrovare i segni delle sue storie. Quindi le storie in questo libro sono quelle che fanno la scrittrice e non l’opposto. Forse è proprio in questo che risiede il problema. E il forte entusiasmo avventuriero che permea tutto il resoconto si attiene alla questione “chi era Jane Austen” solo a momenti. Ma c’ anche da dire che, per questo motivo, ovvero che stiamo parlando di una biografia concepita agli inizi del 1900 e che questa sia comunque in linea con lo standard e le abitudini biografiche del tempo, il voto a questo libro è comunque alto, ma nulla impedisce al mio personale gusto di vedere le sorelle Hill come due donne che avrebbero fatto arricciare il naso a Zia Jane. Ora, se volete avere fra le mani una biografia ragionata dell’autrice, non è sicuramente questo il libro; l’aggiunta al titolo del libro è chiara,” I luoghi e gli amici”, e infatti ci sono i luoghi, non tutti ma quasi, e qualche amico. Sicuramente l’aiuto del nipote di Jane Austen, J. E. Austen-Leigh, e della figlia di Fanny sono stati comunque decisivi.

Il viaggio parte proprio dalla casa natale di Jane Austen a Steventon e finisce all’ultimo luogo in cui ha vissuto l’illustre scrittrice ovvero  il Chawton Cottage, sempre nello Hampshire, che oggi, grazie anche alle sorelle Hill, è museo storico in cui viene conservato anche il famoso scrittoio dove Jane usava scrivere i suoi romanzi. Un aspetto particolarmente apprezzabile della Hill è il tempo che dedica a parlare delle vicissitudini austeniane per la pubblicazione dei suoi romanzi. Non è un mistero che all’epoca fossero mal visti i romanzi a firma femminile, eppure questo “impedimento”, fece la fortuna della nostra autrice. Jane si è sempre dilettata nella scrittura, e nelle arti in genere, aveva avuto la fortuna di frequentare una scuola femminile, non troppo lontana da villaggio di origine, insieme a Cassandra – sorella con la quale c’era un attaccamento quasi morboso forse perché unite da destini simili- e in casa era d’uso mettere spesso in scena piccole romanze. In un’atmosfera così creativa la nostra eroina trova fra le sue sorelle e cugine, Cassandra principalmente, l’uditorio perfetto per quelle che, inizialmente, sono fantasticherie e che poi diverranno romanzi veri e propri.

Ma quando finalmente ci fu la possibilità di pubblicare, cominciarono a venire fuori i primi rifiuti, finchè “Elinor e Marianne”, il futuro “Ragione e sentimento”, viene accettato da un editore di Bath che però lo tiene nel cassetto finché, un intermediario non ne richiede indietro i diritti. Jane tra un rifiuto e uno stato di attesa, rielabora lo stile e poi caratterizza i suoi personaggi fino a regalarci quei capolavori che oggi possiamo leggere. E questo passaggio, anche se non è così marcato come faremmo noi oggi, viene trattato ampiamente da Costance. E’, come dicevo, organizzato come un diario di viaggio, con tanto di piccole raffigurazioni dei luoghi (nitide, grazie Jo March!) e introdotto con le parole della Wolf che, come dicevo appunto nel diario, insieme alla cronologia delle opere e della vita della Hill, io avrei messo in fondo e non all’inizio: in parte perché non si parla della Hill (per la cronologia di opere e vita) in parte perché la Wolf acuta osservatrice ha, nei resoconti di Jane Austen, un piglio un po’ troppo tagliente. Riesce a cogliere sicuramente le sfumature, ma punta su alcuni aspetti che secondo me, starebbero meglio sbiaditi non così marcati, giusto per lasciare al lettore i margini della scoperta. Pure lì, dobbiamo tenere conto dell’epoca in cui l’autrice scrive e della necessità di rimarcare l’importanza e la profondità della scrittura femminile, ciò non toglie che forse bisogna centellinare bene i pensieri di questa illustre scrittrice, almeno secondo me.

Primo libro acquistato da una casa editrice, JoMarch , che non conoscevo e che ho incontrato grazie a Librangolo Acuto con il supporto de La Leggivendola e che conosce anche Paola, sempre quella del “perchénonapriunblogcheaspettiamotuttidileggerti!”. Anzi a dir la verità, credo di avere per casa anche “Nord e Sud” della Gaskell ma, tanto per andare sicuri, della stessa autrice ho comprato anche un altro libro, sempre al Salone del libro di Torino, che si intitola “Gli innamorati di Sylvia” di cui, se sopravvivo a questo Settembre, vi darò notizie al più presto. Sicuramente è un libro da leggere, piacevole e scorrevole, ha un bel team di traduzione che ha fatto un lavoro egregio e si vede dal fatto che l’ho iniziato nel tardo pomeriggio di una domenica un po’ noiosa e l’ho finito la sera stessa.
Va sicuramente tenuto in considerazione da chi, come me, legge qualsiasi cosa riguardi zia Jane.

Buone letture,
Simona Scravaglieri

Jane Austen
I luoghi e gli amici.
Costance Hill con le illustrazioni di Ellen G. Hill
JoMarch, ed. 2013
Traduzione di Silvia Ogier, Mara Barbuni, Gabriella Parisi, Giuseppe Ierolli
Collana “Atlantide”
Prezzo 14,00€

Fonte: Letture sconclusionate


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