[Dal libro che sto leggendo] Jane Austen. I luoghi e gli amici

Chawton Cottage
Fonte: Le bon travel & culture

Come saprete già dalla recensione di venerdì questo è un libro che ho già ultimato. Ma non ho voluto rinunciare a farvi dare comunque una sbirciata, anche perché lo stile scorrevole è talmente gradevole da non essere un libro che si porta avanti nel tempo, ma è n lavoro che si finisce praticamente subito.

Nel pezzo che vi riporto oggi siamo all’inizio del viaggio, Costance e Hellen Hill hanno noleggiato un calesse per entrare in AustenLand come se fossero ritornate ai tempi di Jane Austen tempi e di qui andranno di tappa in tappa a ricostruire una vita nello stile dei primi del novecento, quasi fosse anch’essa un romanzo. 

Buone letture,
Simona Scravaglieri

I.
ARRIVO IN AUSTENLAND

In una bella mattina di metà settembre, un calesse di campagna si apriva la via attraverso le stradine dello Hampshire. Vi erano sedute due appassionate ammiratrici di Jane Austen, armate d penna e matita, ansiose di vedere i luoghi dov’era vissuta, osservare gli scenari che aveva osservato, e imparare tutto quanto era possibile imparare sull’ambiente che la circondava.
Il calesse n questione era stato preso a noleggio in un villaggio di campagna da un fabbro ed era guidato dalla moglie di quest’ultimo. La buona donna sapeva poco più di noi (le viaggiatrici) a proposito delle ventidue miglia di itinerario attraverso la campagna che ci si stendevano dinanzi.  ad ogni modo, ci sarebbero stati i cartelli stradali a guidarci e , senza dubbio, dei passanti a cui chiedere, e nel frattempo il nostro robusto pony trottava così svelto che pareva pronto a compiere un viaggio addirittura più lungo.
Avevamo studiato la mappa e immaginato che, grazie a varie scorciatoie, saremmo potute arrivare a destinazione prima dell’imbrunire. ma, ahimè, le scorciatoie! Ci sentimmo indecise sulla scelta da fare al primo bivio! Non ci restava altro che andare a chiedere informazioni presso un gruppo di case sul ciglio della strada. Così una di noi risalì un giardino rigoglioso degli ultimi fiori dell’estate e bussò alla porta. all’interno non arrivò alcuna risposta così provammo a un’altra casa – fiancheggiata da alberi carichi di mele – e poi a un’altra e a un’altra ancora, senza migliore fortuna. Ci venne in mente che i residenti dovevano essere tutti altrove, a raccogliere il luppolo. in effetti, avevamo lasciato i paesani alacremente al lavoro sul luogo della nostra partenza, dove la giovane figlia del pastore si era unita a uno dei gruppi ed era impegnata ad aiutare alcune donne anziane a riempire i sacchi.
Com’erano belle le stradine strette in cui passavamo, con le file di siepi dagli arbusti piegati ad arco, le rive scoscese adorne di felce gialla e lunghe scie di rovi di more ricoperti di frutti maturi! L’obiettivo immediato di questa giornata non era altro che Steventon, il luogo di nascita di Jane Austen; ma Steventon sembrava essere un villaggio in cui non si trovava alcuna sistemazione e ci era stato consigliato di fermarci a Clarken Green, un borgo a poche miglia da Steventon, dove avremmo potuto dormire in una piccola locanda di campagna. Ci dirigemmo dunque a Clarken Green.
Ci capitò di incontrare un bracciante, al quale chiedemmo la strada, ma scoprimmo che era ignaro dell’esistenza stessa di Clarken Green. Alla fine, arrivate in un qualche villaggio, un locandiere benevolo che se ne stava tra i suoi piccioni e i suoi polli si informò delle nostre difficoltà; ci disse che ci eravamo allontanate molto dal nostro itinerario e ci consigliò di riprendere la strada per Basingstoke. Con l’aiuto delle sue indicazioni, ci riuscimmo e verso sera ci trovammo a entrare nella vecchia città di Basingstoke. Dopo una breve sosta, riprendemmo il nostro viaggio e finalmente, quando l’oscurità si stava facendo più fitta, ci avvicinammo trionfalmente alla locanda solitaria di Clarken Green, Ma il nostro trionfo fu di breve durata. All’interno era tutto sottosospra – stanze smantellate, scatoloni ammassati alle entrate e mobilia accatastata contro le pareti Scoprimmo  che l’oste e la sua famiglia erano alla vigilia di una partenza. era impossibile, disse, riceverci, ma ci offrì l’uso di un calesse e di un cavallo fresco per portarci a Deane – un posto a poche miglia più a ovest – dove riteneva possibile che trovassimo riparo in una piccola locanda. Il nome colpì le nostre orecchie perché Deane ha un legame con la famiglia Austen. Il padre e la madre di Jane vi passarono i primi sette anni della loro vita da sposati. Certo ce andiamo a Deane!


Questo pezzo è tratto da:

Jane Austen
I luoghi e gli amici.
Costance Hill con le illustrazioni di Ellen G. Hill
JoMarch, ed. 2013
Traduzione di Silvia Ogier, Mara Barbuni, Gabriella Parisi, Giuseppe Ierolli
Collana “Atlantide”
Prezzo 14,00€

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.