"Tutta la luce che non vediamo", Anthony Doerr – Questione di onde…

Fonte:TomSHW



Lunedì sera io ed Elisa, di Odor di gelsomino,  finalmente ci siamo riuscite a vedere in chat -la recensione di Elisa su questo libro la trovate qui: Tutta la luce che non vediamo -per poter parlare di questo libro. È sicuramente piaciuto ad entrambe anche se, abbiamo concordato, forse avrebbe dovuto non terminare la storia completamente. Il problema è che la trama ha una sua fine naturale (di quelle che ti lasciano in sospeso) mentre l’autore è voluto andar oltre quel momento costruendo anche un dopo che rende il tutto un po’ meno “intramontabile” di come era prima. Di sicuro la sensibilità di Elisa che ha capito molto prima di me quel che Friedrich sarebbe stato un personaggio chiave, cosa che io – concentrata a capire la sua voglia di libertà che trovava sfogo nel suo continuo fare birdwatching – non mi aspettavo proprio. È un personaggio in parte incompleto ma sicuramente questo ha un senso, Friedrich è un momento della vita di Werner e come tale rimane anche alla fine nel silenzio forzato del ricordo. Ci è piaciuto veramente tanto questo lavoro di Doerr e se, per Elisa, il punto è che è un bel libro ma un po’ fuori dai canoni dei Pulitzer precedenti mentre per me lo è a pieno titolo il problema è generato, come abbiamo concordato, da questo finale allungato – che non è un allungamento del brodo – ma che testimonia forse che, anche l’autore, non aveva voglia di abbandonare i suoi protagonisti.

Siamo in Germania in una città mineraria. Qui vive Werner con sua sorella, sono orfani e vivono in una casa famiglia con una donna che ama talmente tanto i ragazzi affidatigli che si prende cura non solo della loro salute ma anche della loro istruzione. C’è un momento della sera in cui lei canta e parla con i suoi ragazzi in francese permettendo loro di imparare un’altra lingua.
Siamo in Francia a Parigi, Qui vive Marie-Laure, lei è orfana di madre ed è diventata repentinamente cieca per una malattia congenita. Il padre, dopo un primo momento di sconforto ha deciso che sua figlia non deve essere per forza dipendente dagli altri. È una ragazzina curiosa, ha voglia di imparare e per lui il suo lavoro (creatore di serrature e tuttofare di un museo di Parigi) può rivelarsi un modo per tenerla sempre vigile e attiva. Così per ogni anno, al suo compleanno, Marie-Laure trova un piccolo cubo o parallelepipedo che deve scassinare per riuscire ad avere il premio e che poi andrà a comporre il grande plastico che il padre le sta costruendo per imparare a memoria i percorsi.
Siamo di nuovo in Germania, Werner si scopre un appassionato di radio. Ne trova una e la ripara e una sera mentre gli altri dormono intercetta una frequenza che ha tutta l’aria di venire da molto lontano. C’è un uomo che parla in francese, parla del mondo, del cielo e della scienza, e alla fine della trasmissione mette un pezzo di musica classica. La trasmissione preferita di Werner è quella sulle onde di trasmissione e nel periodo del Reich del Fürer cerca in giro libri che riguardino le trasmissioni radio. Siamo all’incirca tra il 1936-1938, quando Germania e Italia stilano la lista dei libri da bandire, quelli degli ebrei. Tra questi c’è l’unico testo che verrà distrutto da un ufficiale. A Werner non rimangono che poche pagine su cui studiare. Ma l’unica cosa che il libro non gli può dire la sa già: le onde sono amiche perché ti portano la voce del mondo ma per lo stesso motivo possono essere pericolose.
Siamo di nuovo in Francia. Il museo dove lavora il padre di Marie-Laure nasconde una pietra magnifica e dannata. Si dice sia stata sottratta al mare e finché non tornerà a lui la pietra salverà chi la possieda ma ucciderà chi gli è attorno. C’è invasione della Francia e di Parigi. Al padre di Marie-Laure viene affidata una delle sei pietre, solo il direttore sa quale sia la pietra del mare originale e ordina al al suo fidato tuttofare di portare la pietra il più lontano possibile da Parigi. C’è anche un generale tedesco che la sta cercando. È un ex antiquario con poca fortuna che sta recuperando tesori per il Reich, ma quella pietra… la vuole per sé.

Sembra una parte consistente della trama e invece c’è molto molto altro. Ma è il giusto per incuriosirvi. La serenità con la quale è raccontata tutta la vicenda è talmente palpabile che anche le poche situazioni al limite risultano anche gestibili da animi sensibili. Le due storie parallele sono destinate ad incontrarsi ma lo fanno in maniera del tutto inconsueta. Il momento è lo zenit ma anche una sorta di lascito. È il momento magico in cui in una mare di onde che portano messaggi diversi, una in particolare viene intercettata e ha l’opportunità di essere decodificata e ascoltata da u apparecchio radio e di raccontare la sua storia. Ed è in questo modo intermittente, con i disturbi esterni e con il mistero di quelle parole che magari ci sfuggono perché sovrastate dal rumore bianco, che risiede il vero segreto e il fascino della narrazione di Doerr. Dicevamo con Elisa che ci vuole un po’ per abituarsi a questi capitoli un po’ lunghi e un po’ corti che si alternano. Eppure dopo un po’ non ci fai proprio più caso mentre continui a leggere incuriosita da cosa possa ancora succedere a Werner e Marie-Laure.

In un mondo che li costringe ad una povertà indotta dalla guerra e dal razionamento, guerra che non hanno voluto e che non hanno cercato, Werner e Marie-Laure sono fortunati. Hanno la fantasia e la voglia di scoperta e hanno avuto persone che li hanno aiutati a costruire quell’io che gli permette, nonostante tutto quello che li circondi, a continuare a cercare e a scoprire. Non importa se lo fai da un lato o dall’altro della barricata. Nonostante coloro per i quali si lavora, se si continua a mantenere la propria voce dell’innocenza interiore si può e si deve continuare a sperare. Werner, anche se intercetta le trasmissioni della resistenza, rimane sempre fuori dal conflitto. Lui non vede altro che il suo apparato audio-trasmittente. Marie-Laure nonostante sia tra le fila della resistenza, non sente altro che il rumore delle onde della piccola grotta. Sono onde diverse, per lei fisiche per lui intangibili, ma ci sono. Nel momento in cui tangibile e intangibile si toccano e convergono la storia raggiunge il suo naturale apice in cui, nonostante la guerra e la morte, tutto quel che circonda questa storia diviene rumore bianco. È l’attimo perfetto e incorruttibile. Lui. Non c’è altro e proseguire non è consigliabile. Ed è Pulitzer.

Ma non ci si può non affezionare ai due protagonisti e forse anche Doerr non è riuscito a rimanere completamente neutrale. Ha seguito i due ragazzi nei loro spostamenti con lo sguardo vigile del padre premuroso e preoccupato anche se non ha mai interferito con le loro scelte e decisioni. Non ha potuto risparmiare loro nulla, paura, solitudine, buio. Non ha permesso che il suo essere “autore” potesse modificare i loro destini. Ma ad un certo punto non ce l’ha fatta a lasciarle e ha proseguito. Come detto non è una allungamento del brodo, non è una pezza. Ma è uno sguardo di un padre preoccupato e sincero, che cerca di accompagnare i suoi ragazzi verso il loro destino per non lasciarli nuovamente soli. Non stona ma non serve perché nel mare di onde che raccontano questa vicenda questo pezzo sembra non appartenergli. Eppure, nonostante questo, rimane una storia imperdibile e da conoscere per tutta la serenità che ti lascia e anche da rileggere.
Mancano anche a me Marie-Laure e Werner, anche per me, ad un certo punto hanno smesso di essere personaggi e sono divenuti persone reali, ho sentito e sofferto con loro e ancora penso a loro.

È stata una bellissima lettura che sono felice di aver fatto grazie ad Elisa con la quale spero di leggere in futuro altri libri. È un lavoro che vi consiglio caldamente, ma non perché lo dico io, ma perché è veramente molto difficile che non piaccia. È bello punto e basta. In fondo è tutta una questione di onde e di intercettarne quella giusta e, questa, è quella giusta.
Buone letture,
Simona Scravaglieri

Tutta la luce che non vediamo
Anthony Doerr
Rizzoli Editore, ed 2015
Traduzione di Daniele A. Gewurz e Isabella Zani
Collana “La scala”
Prezzo 19,00€


Fonte: LettureSconclusionate

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