"Regina rossa", Victoria Aveyard – L’eroina secondo me…

Fonte: Il Post



Iniziando l’anno ero in cerca di qualcosa di “leggero e leggiadro” da leggere, che non mi impegnasse tanto. Quindi ho ripescato questo libro di cui avevo sentito commentare parecchio dagli vlogger americani e che è stato scritto da colei che è stata eletta “autore rivelazione Goodreads 2015”. C’era anche il mio voto eh! Anche perché sono anni che voto e non ne azzecco uno nemmeno per caso! Quest’anno ce l’ho fatta! Ora, non fraintendetemi, il libro non è proprio malvagio, diciamo che, come tutti i libri dedicati ai ragazzi, gli autori e anche gli editori ci mettono poco “del loro” e quindi, mancando un po’ di valore aggiunto che dovrebbe prevenire certi errori, probabilmente questi libri risultano non essere così ben fatti come invece meriterebbero di essere. A Victoria va riconosciuto di aver fatto comunque un ottimo lavoro rimescolando un po’ di tutto quello che finora è uscito ed è piaciuto ai ragazzi: c’è Hunger Games, c’è una protagonista che assomiglia tanto a Tris – come carattere e come capelli a Catniss -, c’è un rimando leggero ad Harry Potter e, dopo qualche settimana che ci penso, credo che ci sia qualche rimando anche a Tolkien (La compagnia dell’anello) – in particolare per alcuni riferimenti agli stati che compongono la mappa politica del mondo creato dalla Aveyard -. Prima o poi Tolkien lo leggerò e vi farò sapere se ci ho visto giusto.

Siamo in un momento storico non ben precisato e il mondo è diviso in grandi stati. In uno di questi vive la nostra protagonista che si chiama Mare e che ha diciassette anni; il regime monarchico fa sì che la società si divida in due: da un lato gli aristocratici che hanno il sangue argenteo e dall’altro il popolo con il sangue rosso. Fra le varie leggi, che rimandano ad un periodo medievale – che però così non è -, ce n’è una che impone ai giovani di ambo i sessi che abbiano raggiunto il diciottesimo anno di età, e che non sia impiegati in assistentati o lavori stipendiati, di partire per la guerra. È per questo motivo che i tre fratelli maggiori di Mare sono in guerra mentre la sorella, che ha imparato il mestiere da sarta, allo stato di fatto mantiene tutta la famiglia come può. Mare arrotonda rubacchiando qui e lì. Il suo migliore amico però un giorno perde il suo datore di lavoro e quindi, essendo di poco più grande di lei, rischia di dover partire per la guerra e a Mare non rimane altro che rivolgersi al mercato nero e reperire, con il borseggio, l’esosa cifra richiesta dalla Guardia Scarlatta per farli sparire. Poi un furto svelato, un giovane strano e la vita di Mare prende una piega del tutto inaspettata…

Questa è, per sommi capi, la prima parte della storia, depurata di cose che fanno parte della trama ma che avrebbero reso il riassunto decisamente più pesante. In generale il mondo creato dalla Aveyard non è malvagio. Due classi sociali si contrappongono con armi differenti: da un lato c’è il popolo che ha il numero dalla sua e dall’altra gli aristocratici che sono, in alcuni casi tenutari di poteri magici. Fino al presente della storia ogni venerdì il popolo è costretto a partecipare alle gesta, ovvero a prendere parte ad uno show nel quale due argentei si fronteggiano mettendo in mostra i loro poteri sovrannaturali; grazie a questa continua dimostrazione di forza e al controllo continuo della popolazione viene garantito lo status quo. Per contro Mare, tra un capriccio e l’altro, si trova in mezzo a due fuochi: scopre un lato di sé che non conosceva, e che le può spianare la vita  ma contemporaneamente  fatica ad accettare la strada pi facile per le condizioni che questa implica e che le vengono imposte. In questo non solo non è coerente, ma è decisamente  avventata. Mi direte: “ma è un’eroina!”. E io vi rispondo che c’è eroina ed eroina. L’eroe è quello che compie gesti epici, da ammirare: e fin qui siamo tutti d’accordo. Ma se l’eroe prima si erge alla difesa dei propri cari, poi li mette in pericolo ben sapendo che non ha tutta questa conoscenza per poterli difendere, e poi passa dieci righe a stare in pensiero, ecco… non sembra più tanto eroe ma un adolescente ribelle che non sa stare alle regole vecchie e nemmeno a quelle nuove.

Detto questo, appunto epurando momentaneamente i capricci di Mare, la nostra protagonista di trova esattamente nel mezzo fra i due mondi e ha l’opportunità di fare delle considerazioni che sono anche decisamente giuste: 
– il mondo non è tutto bianco e nero e, se appartieni ad una fazione invece che l’altra, non è detto che tu sia cattivo o buono e che non abbia ricevuto un qualche torto;
– che tra  quello che pensiamo e quello che dobbiamo fare c’è differenza ma che, a volte, anche se, il nostro dovere non è propriamente il nostro piacere, le cose vanno fatte e affrontate con perizia, studio e anche coraggio;
– che l’ideale si può anche inseguire ma comporterà sempre un prezzo che non sempre siamo disposti a pagare.

E in questo mi sento di dire che “Red Queen” è sicuramente uno degli YA (Young Adult) forse più interessanti tra quei pochi che ho letto sin’ora. Certamente, ci sono ampie descrizioni dei vestiti delle dame – pare che se sei di sesso femminile e scrivi, non se ne possa fare a meno-, oppure per compiere un viaggio di mezza giornata su una barca ci mettiamo dieci pagine – è anche interessante trovare altri riferimenti ad Hunger Games ma una spuntatina io gliel’avrei data-, ma tutto sommato non  malvagio. C’è qualche elemento contestabile che è dato dalla gestione di coloro cui viene salvata la vita. Io già vi vedo con due occhi sbarrati così O.O! Eh sì, nel mondo degli argentei ci sono anche i curatori (io ne vorrei una casa!) alcuni riparano le ossa, altri il sangue e le ferite. Ora si da il caso – POTREBBE ESSERE UNO SPOILER quindi se non vuoi anticipazioni salta questo pezzo!- che ad un certo punto delle persone vengano uccise e, di queste, ne venga salvata solo una; successivamente anche qualcun altro si ferisce e viene salvato. Tutte le persone cui faccio riferimento sono state colpite con un proiettile in zone vitali. Eppure solo due, senza motivo si salvano in tempi diversi. Victoria, Victoria… Ma che mi combini?? Almeno inventati una scusa, che ne so: “quello non lo abbiamo salvato perché aveva una carie e quelli con le carie sono immuni ai curatori magici!”. Insomma, capisco che, il pathos delle scene viene preservato ma così proprio non va, eh?! – FINE SPOILER lettore sei salvo!-.

Detto ciò qui dentro c’è un po’ di tutto, il grande fratello costituito da coloro che leggono la mente, ci sono i poteri magici che permettono il contrapporsi delle varie fazioni aristocratiche e non e dei colpi di scena abbastanza verosimili. È comunque un lavoro scorrevole, ci ho messo due pomeriggi a finirlo, interessante e ha anche un buon ritmo. Successivamente a questo è uscito una sorta di prequel costituito da due racconti racchiusi in una raccolta intitolata “Cruel Crown” che è uscita il 5 Gennaio. A questo seguirà il secondo libro della serie (in uscita il 9 Febbraio) in lingua inglese che s’intitola ” Glass Sword”. Sicuramente è un libro che regalerei ai figli degli amici perché può essere un buon intrattenimento e presenta tanti spunti intelligenti di riflessione. Quindi se avete giovani amici lettori, questo è un titolo da tenere sicuramente in considerazione, speriamo che nel seguito ci siano meno elementi contestabili dal sano buon senso di un lettore  più attento.

Buone letture,
Simona Scravaglieri


La regina rossa
Victoria Aveyard
Mondadori Editore, ed. 2015
Traduzione di E. Cagliana
Collana “Chrysalide”
Prezzo 19,00€

Fonte: Epic Reads

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