"Rock Springs", Richard Ford – C’è molto poco da dire….

Fonte: Wikipedia

Giuro che ho provato ad essere gentile con questo libro. Ho pazientemente ascoltato chi diceva al gruppo di lettura che “forse c’era un fil rouge” che univa tutti questi racconti oppure chi, da esterno e conoscitore della letteratura contemporanea, esclamava “Eh ma se dovevate iniziare con Ford non è il libro giusto, era meglio un romanzo!”. Ci ho provato, gli ho dato anche tempo per depositarsi non facendo una recensione “a caldo”. Eppure lo devo dire: mi sembra di aver perso tempo! Mai, negli ultimi tempi – mai mai non ci credereste anche voi!-, mi è capitato di fare tanta fatica per leggere un libro e mai e poi mai mi sono ripetuta che il cliché che vedevo scorrere sotto i miei occhi era in fondo, ma proprio in fondo, una forma di arte. L’ho ripetuto a me stessa talmente tante volte che nemmeno da sola mi do più credito!

Wyoming, zone circostanti della cittadina di Rock Springs, e del suo carcere che ricorre almeno in quattro racconti su dieci. Panorama più o meno simile a quello che vedete nell’immagine in calce a questa recensione. L’interesse dell’autore si concentra sulle vite disastrate tipiche di una provincia che vive di espedienti o che si appiattisce sull’abitudine.
Ci sono racconti che parlano di separazioni, di incomunicabilità, di gente che vive di espedienti, di un mondo che si vive completamente di passaggio. Una specie di inferno dove passi per caso e ti stabilisci per necessità; necessità non dettata da un’esigenza che ti c porta ma da un accidente che ti ci inchioda senza via di uscita. Ecco. Le vite che vengono raccontate hanno in comune solo questi uomini e donne che si lasciano, senza una spiegazione, o che l’hanno già fatto o che lo stanno per fare. L’occhio dell’autore non scende ad analizzare il perché, non è il suo interesse li racconta solo ed esclusivamente per dovere di cronaca.

Quindi ti ritrovi davanti a dei quadri in cui le figure si muovono fanno un’azione e il tutto finisce e tu rimani lì a domandarti quale recondito significato ha guidato la penna dell’autore quale esigenza/ricerca stilistica o artistica abbiano fatto decidere a Ford che Rock Springs dovesse essere pubblicata con questi racconti e non altri o con altre combinazioni. Non c’è nemmeno un crescendo, se non di pagine per racconto, che ti facciano intuire una qualsiasi possibile scelta di accostamento. Non ti rimane nulla, se non il senso di fatica di seguire questa scrittura che sembra una nenia fino alla fine del racconto e sperare che la fine della raccolta arrivi presto. Ecco, astenetevi dal ricordarmi ” I diritti del lettore” di Pennac perché nel ragionamento di questo scrittore – Pennac –  c’è un grosso limite per quanto mi riguarda. Il lettore ha diritto di interrompere la lettura di un libro che non gli piace ma, non per questo, è attendibile, come parere, riguardo un libro che ha abbandonato. Non si può mai avere la percezione di come sia un lavoro se non lo guardi nella sua totalità.

A parte qualche refuso a dare una spintarella, verso il mio mal pensiero su questa raccolta, ci si è aggiunta anche Feltrinelli. Cara, carissima Feltrinelli, ti giuro che, se avessi avuto la scelta di un’altra edizione, avrei speso un pochino di più mangiandomi le mani dopo per averli spesi per qualcosa che non mi piaceva, ma li avrei cacciati volentieri. Ora, io capisco l’edizione economica, posso anche andar oltre le pagine-ostia del prete, dove leggendo pagina uno so già che c’è scritto a pagina tre, ma se a queste, anche un po’ ingiallite, ci aggiungi un carattere piccolo e tutto nero allora proprio non vuoi che io ti legga! Ora è vero che l’editoria piccola e media mi ha abituato male con le sue edizioni curate, ma se mi devo mettere sotto la luce diretta e con gli occhiali per non affaticare la vista, occhiali che di solito non mi servono, allora qualche problema c’è!

È forse la seconda volta in 900 e passa post pubblicati e in sei anni di programmazione di questo spazio che non ho altro da aggiungere senonché forse in futuro potrei provare, con una edizione stampata in maniera più leggibile, a leggere Ford ma non credo che riuscirò mai ad apprezzare mai questa raccolta per i motivi citati.
Mi spiace.

Buone letture,
Simona Scravaglieri

Rock Springs
Richard Ford
Feltrinelli Editore, ed. 2013
Traduzione di Vincenzo Mantovani
Collana “Universale Economica Feltrinelli”
Prezzo 7,50€



Fonte: LettureSconclusionate





2 thoughts on “"Rock Springs", Richard Ford – C’è molto poco da dire….

  1. Giunta al termine, devo dire che questa raccolta non ha entusiasmato neanche me. Il primo racconto non mi è dispiaciuto, insieme ad un altro paio. Alla fine però ero un po' annoiata. Per peggiorar le cose ti dirò che neppure Dick mi sta appassionando. Anzi…

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  2. Deeeevo ammettere che anche io il primo capitolo di Dick l'ho digerito un po' maluccio. Sull'attimo ho pensato che fosse perché sto leggendo Collins – sai linguaggio differente, ambientazione pure -, poi ho fatto mente locale e invece l'ultima lettura finita è “The 100”. Quindi non è per quello. Proseguo e magari migliora… Diciamo che voglio essere ottimista va! E nel caso te lo stessi dicendo mentalmente lo so: “Un ottimista è un pessimista male informato”. lo so… 😀
    Buona notte Barbara… 😀

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