"La passeggera", Daniela Frascati – Una catena tira l’altra…


Fonte: Royal Alberta Museum


Quando ve ne ho parlato nel [Dal libro che sto leggendo], vi ho detto che non saprei classificare questo libro e ascriverlo a nessun genere in particolare. Ho scritto anche che, per quando mi riguarda, questo è un noir di quelli che ti prendono talmente tanto da impedirti di lasciarli perdere finché non arrivi all’ultima pagina. Solo nei noir, infatti, non sai mai dove la storia ti porterà e, anche in questo, la fine non è affatto scontata. Ecco sappiate che Daniela Frascati vi stupirà e non poco. La bellezza di questo libro non si ferma solo alla storia ma è il connubio perfetto fra storia, struttura e narrazione; una trama fitta, ma che non sembra intricata quanto in realtà è, vi permette di sbirciare attraverso le sue maglie e di cercare di scoprire quali siano i passi successivi e che viene aiutata dalla scorrevolezza di una scrittura che non si crogiola in inutili descrizioni. Non vi racconta tutto, ve lo svela pian piano, ma non si fa scoprire nel trucco, congegnato per tenervi in tensione. Se dovessi fare un paragone questo libro è come quei marchingegni meccanici in cui devi trovare la combinazione giusta per aprirli: cominci che il punto è “capire che cosa c’è dentro la scatola” e ti trovi ad appassionarti al meccanismo che lo governa e alla soluzione per risolvere il rebus.

1914, a pochi giorni dell’inizio della grande guerra da Marsiglia sta salpando il piroscafo “Paradiso” diretto in America. A bordo le tre classi permettono alla società che arma il battello di mantenere uno standard alto per le prime due classi e un viaggio meno dignitoso per l’affollatissima terza sistemata nella stiva e che difficilmente vedrà la luce del sole prima di arrivare a destinazione. Ma, d’altronde, è una legge naturale del periodo, loro non hanno i soldi per permettersi il lusso del viaggio singolarmente ma sono tanti e stipandoli, in ragione della loro povertà, la compagnia avrà comunque il suo guadagno con un minimo disturbo. Tra i passeggeri di seconda figura una coppia che si distingue fra le altre per l’avvenente giovane donna che è accompagnata dal marito e dai suoi 5 figli  con al seguito la loro tata. C’è anche Aquilina che nessuno sa da dove sia spuntata, è sola, come avviene a molti ragazzini che vengono imbarcati perché abbiano una vita migliore ma, la nostra bimba, oltre ad essere piccola è, anzi sembra essere, incapace di parlare o proferire un qualsiasi suono e rifiuta ogni contatto non  cercando nemmeno di farsi capire a gesti. Aquilina ti guarda solo, non ti scruta o fa alcuna espressione particolare, lei ti guarda e, quando lo fa, capita che colui che viene guardato avverta strane sensazioni. In più, attorno ad Aquilina, vengono spesso trovate un sacco di piume di cui non si conosce l’origine. Dopo essere stata affidata a qualcuno che la guardi si scopre che Aquilina riesce ad interagire con una sola persona, ovvero la bella signora della seconda classe, che pare essere l’unica che riesca a capirla e alla quale la bimba pare essersi affezionata.

Di cose messe sul fuoco ce ne sono tante se ci aggiungete anche un misterioso omicidio, eppure tutta questa trama così intricata e tutti i personaggi – che sono veramente tanti! -, collegati fra loro a doppio filo non risultano poi, in lettura, così sconclusionati come sembrano (ed è per questo che io non faccio la scrittrice e Daniela sì!) ma nel corso dello scorrere delle pagine, il tutto, sembra cominciare ad avere un senso quasi da subito. La padronanza della scrittura permettono all’autrice di evitare descrizioni e spiegazioni inutili lasciando ai personaggi, che raccontano il loro punto di vista in prima persona, e alle situazioni chiave, disseminate per tutta la storia, il compito di accompagnare il lettore ad una soluzione per me sorprendente. 
Che poi, riflettendoci a posteriori, come una navigata giallista, gli indizi li aveva dati quasi tutti, ma il difficile è non lasciarsi affascinare da quelli che non c’entrano nulla. Vi ricordate quando parlavamo della struttura dei romanzi di Collins come “Armadale” e “La donna in bianco”? Ecco anche qui la struttura è segmentata e ogni “personaggio narratore” riprende il filo della storia o perché è presente nella situazione che si stava raccontando o per spiegare cose successe in passato; questo sistema ingegnoso con la Frascati si raffina ancora di più perché le varie parti non sono strettamente collegate fra di loro, come succedeva nei due romanzi citati, ma, a mano a mano, una serie di personaggi secondari diventa il raccordo o l’appiglio per questo o quel narratore, suggerendo un’informazione o un luogo o un’azione, che gli permette di introdurre un mistero o risolverne un altro. 

E il sistema, così congegnato, regge egregiamente anche quando il cambio di voce narrante potrebbe mettere in impasse l’autrice, come per esempio tra le riflessioni scritte di una cameriera intervallate con pensieri di un medico che le sta leggendo. Lei, donna a cui la vita ha insegnato presto a cavarsela da sola, e lui che invece ha studiato. Potrebbero risultare una dissonanza di concetti o linguaggio e, invece, non è così, una voce completa l’altra e porta avanti il nuovo mistero e via dicendo: una catena. 
Sono queste piccole astuzie, associate ad un ritmo in crescendo della trama, che non ti fanno rendere conto quanto velocemente si arrivi alla fine, perché si è impegnati nella narrazione e alla ricerca di un qualcosa che non è così ben stabilito come era prima delle Colonne d’Ercole.
A fare da contorno a tutto questo, e non sono fattori meno importanti perché ne garantiscono quell’aura di verosimiglianza c’è tutta un’architettura scenica che è curata nei minimi particolari. Gesti, bon ton, usanze, vestiti, mobilio e chi più ne ha più ne metta viene descritto e compone un tassello di una ricostruzione della vita del periodo che rende veramente l’atmosfera dei primi anni del ‘900. 

E sapete quale è la più grande difficoltà del descrive questo libro? Che siccome è
una catena di personaggi che con i loro interventi ricostruiscono una catena di misteri i quali, a loro volta, generano un concatenarsi di situazioni, capisco benissimo perché nel risvolto di questo libro la sinossi era alquanto misteriosa. Qualsiasi cosa io possa aggiungere oltre vi rovinerebbe il piacere di questa avventura, pertanto leggetelo, così almeno dopo posso finalmente fare spoiler senza aver paura di far rimanere male nessuno. 
Bello, bello, bello vi affascinerà!
Buone letture,
Simona Scravaglieri

La passeggera
Daniela Frascati
Scrittura & Scritture, Ed. 2015
Collana “Voci”
Prezzo 13,50€


Fonte: LettureSconclusionate

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