"Intrigo scolastico", Tom Perrotta – Istruzioni per l’uso, maneggiare con cautela…


Fonte: Santabanta




Ho questo libro dalla fine del 2011 e stava lì, non avevo il coraggio di aprirlo, perché questo è l’ultimo libro che mi mancava di leggere fra quelli tradotti in italiano. Questo è uno della triade che ha reso famoso al mondo questo autore agli inizi del 2000, insieme a L’insegnante di astinenza sessuale (E/O) e Bravi bambini (BUR), e che riguarda un ventaglio di “studi di comportamenti” che si è ampliato con l’ultimo lavoro uscito nel 2011, The Leftovers, e diventato anche una fortunata serie Tv della HBO. Perrotta è molto conosciuto e apprezzato per il suo lavoro di sceneggiatore ma rimane oscuro per la maggior parte dei lettori a causa della poca critica in merito che, invece, aiuterebbe il lettore ad inquadrare il “punto fermo” della sua ricerca. Insomma Tom è un autore da maneggiare con cautela perché i due lavori, quello di sceneggiatore e di scrittore, si fondono spesso insieme e nelle sue storie, per capire cosa succede e perché, bisogna guardare dall’altro e inquadrare tutti i luoghi in cui si svolgono i fatti, guardando alle pedine che si muovono nello spazio e alle scelte che fanno più che alla storia vissuta seguendo i protagonisti. E’ un punto di vista decisamente anomalo che punta l’attenzione sul gioco totale e non sul singolo giocatore. E questo libro non fa eccezione, anzi, forse ne è il migliore esempio.

Siamo in un liceo ad inizio anno dove si devono tenere le elezioni scolastiche per il rappresentante degli studenti. Perrotta ripete ben due volte che, la figura in sé, non è altro per un ruolo di forma ma le scuole ci tengono in particolar modo perchè è un esercizio di democrazia e un modo per sviluppare il senso di responsabilità e quello civico degli studenti. Insomma, nella cauta e attenta America, anche questa è un’opportunità di apprendere l’esercizio della libertà. Libertà che, come ci aveva già fatto vedere ne “L’insegnate di astinenza sessuale” e in “Bravi bambini” non è così “libera” come si potrebbe pensare. Come avviene nelle elezioni normali i coinvolti in questa “campagna” hanno dietro una storie di segreti, rivalità, chiacchiere – vere o false non importa -. Questo romanzo segue il periodo pre-elettorale e la votazione seguendo gli sviluppi che porta nel piccolo che, ridimensionati, valgono anche per le elezioni normali cui assistiamo regolarmente: dal significato che bisogna dare alla campagna alla vera e propria campagna, dall’abbrutimento del candidato che, partito con buone intenzioni, alla folla inneggiante a quello che dice ciò che tutti pensano ma non sanno o non vogliono dire e in ultimo, ma non meno importante, l’impatto del passato nascosto agli occhi dei più o la chiacchiera che modifica la percezione che il mondo ha di noi, e che soprattutto modifica in prima persona noi.

Questo è forse il migliore libro sul quale imparare a orientarsi nel mondo perrottiamo perché il campo fisico sul quale si muovono i personaggi è piccolo e, in più, la situazione che viene posta al lettore è semplificata: una cittadina con un liceo, gli studenti, un insegnante e un preside, due mogli. Non c’è altro, anzi c’è, un ex professore che serve solo come strumento per dare il via al contesto iniziale, ma rimane solo come presenza defilata nella restante parte della storia. Quindi, guardando la storia dall’alto, avremo l’opportunità di vedere non solo gli spostamenti dei personaggi ma anche le modifiche della traiettoria a seguito degli eventi che man mano si susseguono ed è questo il reale interesse che spinge Perrotta a scrivere storie del tutto normali, che a volte sembrano iniziare in un punto casuale e finire in un altro altrettanto casuale; stavolta è più semplice seguire le scelte di ogni personaggio perché la storia è costruita a blocchi: il professore, la candidata, il candidato, la ragazzina. Sono tutti ben separati non solo dal dal blocco indicato dall’autore ma anche da caratteristiche personali che li identificano senza lasciare dubbi: colei che scopre la sessualità, l’invidia, la simpatia e l’ingenuità, l’incomprensione, la vendetta. Ogni personaggio possiede tutte queste caratteristiche ma solo una è quella principale ed evidente.

La trama quindi si costruisce su queste caratteristiche intrecciando le storie personali che concorrono a costruire una trama unica e articolata. Se pensiamo ad una storia semplice questa si costruisce su uno personaggio principale e una serie di vicende che vedono l’interazione del protagonista con altri personaggi secondari. Quella di oggi è una costruzione di livello articolato superiore:  la storia principale si costruisce su una serie di storie secondarie, e non vicende, le cui interazioni hanno come personaggi secondari i protagonisti delle altre. Teoricamente questa scelta appartiene a tantissimi romanzi che la storia della letteratura ci propone ma, con Perrotta, diventa particolarmente affascinante perché a questo punto interviene il suo lato di sceneggiatore che deve individuare le “scene madre” e il ventaglio di scelte che queste possono proporre al singolo personaggio. Il difficile è rimanere fuori dalla scelta individuale del personaggio e puntare invece l’attenzione su quali conseguenze la scelta comporti. In “The Leftovers” la scelta può essere quella di non affrontare una scomparsa oppure di chiudersi al mondo coltivando il proprio dolore. In “Intrigo scolastico” la scelta della candidata chiacchierata è vincolata dai limiti della scena in cui si svolge l’azione: lei è chiacchierata per. “si dice”, aver avuto una storia con un professore, amato dagli studenti, che è stato licenziato in tronco. I vincoli saranno che è sola, è odiata, e la sua scelta è puntare a costruirsi una serie di solide basi per poterle poi sfruttare al college, magari lì avrà più fortuna, quindi la candidatura significa avere crediti e quindi la vittoria è strumentale al raggiungimento dell’obiettivo futuro. Tutte le scelte che questo personaggio farà saranno in quella direzione, tutte le conseguenze che porteranno le varie vicende andranno ad influire sugli altri personaggi e sulle altre storie.

In questo circolo vizioso dove “scelta-> conseguenza” sviluppano una catena senza soluzione di continuità che si spande su tutte le vite dei protagonisti, la storia sembra venire fuori da sola e diventa una “conseguenza”, delle sue sottoparti, essa stessa. Dall’altro lato, guardando alla trama nella sua totalità, è possibile vedere il trasbordo dell’impatto delle elezioni sulla società americana, in un ambito decisamente ridotto ma che riporta un’ampia gamma di evenienze che si verificano nelle lotte serrate fra candidati. 
L’America, il luogo dove la libertà di espressione e di realizzazione personale sono vessilli di una nazione che, almeno sulla carta, guarda lontano, si ritrova, in periodo di elezioni, ad essere l’opposto di quello che mira a dimostrare. Questo perché la realizzazione dell’individuo non può prescindere da un altro valore fondamentale ed ereditato dalla vecchia Europa che è: la famiglia. Attenzione “la famiglia americana” non è quella italiana: è una famiglia che non sempre è tradizionale del tipo due genitori e i figli. Può esserci un solo genitore o può essere una famiglia allargata o i componenti possono far parte di uno stesso gruppo o un club o anche società. La dinamica che si crea è comunque quello che loro identificano come “famiglia”. Quindi un individuo può avere una sua famiglia di origine e al contempo appartenere ad una famiglia sociale diversa che può essere, ad esempio, quella di un club; nella dinamica che ci appartiene le due cose rimarrebbero distinte o la seconda sarebbe subordinata alla prima, quella di sangue. Nella dinamica americana questo non avviene è la secondaria, quella esterna o cui si mira ad appartenere, quella che ingloba quella “originale” andando a costituire una mini società in scala con caratteristiche del tutto simili a quelle che si vive fuori ma con dimensione ridotta.

Quindi il contesto familiare è uno di “n” contesti simili cui l’individuo appartiene, e quando un singolo si propone di guidare tutti i gruppi che l’insieme contiene è al contempo vento di cambiamento e possibile pericolo. Nel caso specifico non lo è solo per mero opportunismo ma anche per tutto quell’insieme di gruppi che rappresenta e per gli interessi che dice di voler raggiungere. Ironicamente Perrotta mette in evidenza questo contesto e l’intelaiatura di relazioni e di storie del singolo che rimangono sopite finché, lo stesso individuo, non si propone come leader. Non importa che tu sia in grado di fare una cosa, il giudizio che verrà dato sarà espresso su valori differenti che sono relativi ai ritorni dei contesti di cui fai parte e che ti individuano, all’occhio dell’elettore, come una persona autorevole o no. Sono l’insieme dei codici che parlano per te e non le tue competenze. 

A questo si aggiungono i complicati rapporti fra persone, la morale americana sempre tendente all’amoralità ma che tiene particolarmente alla facciata di rettitudine a tutti i costi. La scoperta e il rifiuto della sessualità, la lealtà e l’imbroglio, l’amore o la convenienza e via dicendo. Tutti “di cui” della situazione principale che genera fra candidati ed elettori scelte in base a giudizi che si basano, come detto, su codifiche non scientifiche e nemmeno qualitativamente valide – se vado a letto con un uomo o una donna, cosa può darmi di più sulla resa del mio lavoro? – ma che ci fanno sentire tutti meglio. In fondo, a quanto pare anche in Italia negli ultimi anni, la democrazia si costruisce sull’immagine e la storia che scegli di raccontare e non sulle tue reali capacità e forse, riflettendo a valle di quel che ho letto e di quella che sembra la riflessione di Perrotta, l’inutilità di questo esercizio di democrazia sta proprio in questo: che tu vinca o che tu perda non importa perché se la scelta dell’elettorato si basa su valori diversi dalle tue capacità non sei tu che hanno votato comunque.

Libro veramente bello, che apre ad un milione di differenti riflessioni oltre a quella fatta oggi e di un autore, la cui opera, andrebbe conosciuta molto più di quanto lo è ora.
Buone letture e buon ferragosto,
Simona

P.s.: Con questo post, LettureSconclusionate festeggia la sua trecentesima recensione!


Intrigo Scolastico
Tom Perrotta
Edizioni E/O, ed. 2009
Traduzione di Nello Giuliano
Collana “Dal mondo”
Prezzo 16,50€



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