"Un altro da uccidere", Federico Axat – "Il Thriller" e non uno qualunque…

Fonte: La legge per tutti


Immaginate quel momento in cui avete voglia di qualcosa di diverso e che in quello specifico momento compaia davanti ai vostri occhi quel qualcosa che ha tutte le caratteristiche del caso come il fatto di essere inconsueto, accattivante e anche decisamente invitante. Ecco, questo è quello che è successo a me proprio venerdì scorso, quando ho trovato l’estratto, sulla rivista del “Il libraio” di un libro appena uscito per Longanesi: “Un altro da uccidere”. Libro che peraltro ha, a mio avviso, anche una copertina decisamente accattivante che ho scoperto scaricando l’ebook. La parte più complicata è dargli una categoria; se ad uno sguardo superficiale potrebbe sembrare, per costruzione, un thriller ha una componente, sicuramente non poco secondaria, noir che rende il tutto decisamente elegante e che sottolinea il nonsense che fa da attacco e sorregge tutta la storia.

Il protagonista è Ted, ma all’inizio di lui sapremo poche cose: lo troviamo chiuso in uno studio, circondato dai suoi libri e i suoi quadri. Dietro uno di questi si nasconde una cassaforte. La porta dello studio è chiusa, fuori la casa è silenziosa e sulla stessa porta, Ted si è premurato di lasciare un messaggio alla moglie in cui le chiede di non entrare nello studio con le figlie. Dopo aver ripassato mentalmente tutte le cose fatte con minuzia per giungere a quel momento Ted alza una mano che tiene saldamente una pistola e si prepara a suicidarsi. In quei pochi attimi che separano la vita presente dalla morte sicura, qualcuno comincia furiosamente a bussare alla porta; lo sconosciuto lo chiama per nome, gli urla di smettere di fare quello che sta per fare, perché lui lo sa che ha una rivoltella in mano. Ted spera che se ne vada, anche perché – come sottolinea anche Axat, l’autore del libro – gli ci è voluto così tanto coraggio per preparasi ad alzare quella mano che non sa quanto gli ci vorrà a ritrovarlo. Ted guarda in basso, sulla scrivania, sperando che lo sconosciuto, che non capisce come faccia a sapere il gesto che si sta preparando a compiere, e gli cade l’occhio su qualcosa che sembra fuori posto e che prima non aveva notato ovvero un post-it che riporta scritto “Apri la porta. Potrebbe essere la tua ultima via d’uscita.”
Al di là della stranezza che le due frasi sembrano sottintendere, c’è qualcosa di ancora più misterioso: la calligrafia è la sua e lui non si ricorda di aver mai scritto quel biglietto. Intanto fuori, lo sconosciuto non demorde, continuando a bussare. Ted aprirà quella porta?
Questo lo dovete scoprire da soli! Ma sinceramente, non vi sale la curiosità?

La bellezza di questo libro è che la storia si regge tutto su questo inizio. Qui c’è tutto quello che dovete sapere. Tutto il resto è la conseguenza, ma anche la ragione, per cui tutta la trama prende strade del tutto inaspettate. L’anima del thriller quindi viene completamente rispettata: quattro parti suddivise in capitoli ricchi di colpi di scena e, ad un certo punto, anche voi vi troverete a ragionare come Ted per trovare una soluzione reale a quello che lo sembra e invece è una correlazione fra reale e fantasia. Questa storia mette sotto la lente d’ingrandimento il potere della suggestione indotta dalla nostra mente come meccanismo di autodifesa. Ted sta vivendo qualcosa che non sempre sembra avere una spiegazione logica, è reale e tangibile, ci sono degli omicidi, degli animali e molti personaggi sfuggenti. Il tutto c’è, è reale ma il problema è come si guarda ad ogni fatto che compone la storia; in quel momento, i ruoli delle persone cambiano e forse cambiano anche i fatti e i risultati ma le azioni rimangono molto spesso invariate. La parte geniale di questo lavoro è che, nonostante quello che vi sto spiegando sembra un gran caos, il libro è coerente e verosimile dalla prima pagina all’ultima.

In passato avevo detto di aver poche speranze di vedere qualcosa di nuovo, perché la maggioranza dei thriller si adagia sui canoni, giusti o sbagliati, che vendono. C’è quello che gira mezzo mondo a cercare la reliquia che scopre alla fin fine di averla lasciata a casa (come “Il profanatore di biblioteche proibite“, o quelli che imbastiscono storie pazzesche, che ti fanno ben sperare, il cui finale però sembra una favoletta, come in “L’amore bugiardo” e c’è anche chi inizia un thriller e poi scrive altro come “La verità sul caso Harry Quebert” e poi ci sono scrittori come Federico Axat che invece riescono a creare un insieme che regge dalla prima pagina all’ultima. Il libro di oggi si inserisce sulla scia lasciata da “L’amore bugiardo” solo per costruzione e gioco fra realtà e irrealtà ma va anche oltre. L’autore non utilizza mezzucci per allungare il brodo, è focalizzato sulla storia e nessuno lo distrae da portare avanti gli eventi con perizia e minuzia tanto che non sembra ci siano sbavature. Non ci sono soluzioni che sono evidenti e che invece i protagonisti fanno di tutto per non vedere, come succedeva nel caso Quebert e, al contempo le descrizioni sono parte integrante della vicenda e dell’azione. Distendono il clima quando serve dare un ritmo diverso agli eventi e acuiscono il senso di oppressione negli eventi chiave. E Federico dimostra anche che non serve altro che la semplicità per ottenere un risultato apprezzabile e sopratutto credibile. Tutti i personaggi hanno il loro spazio sono caratterizzati e inseriti in situazioni che possano rendere visibili al meglio le loro caratteristiche principali. 

E’ un libro scorrevole il cui successo sta proprio nei tempi e nella costruzione della trama sulle instabili vie che viaggiano sul confine fra reale e irreale. Di certo non vi annoierete a leggerlo e sicuramente non faticherete a trovarlo perché è appena uscito (8 settembre). Lavoro che ho comprato in ebook e che presto avrò anche in cartaceo perché, a differenza dei thriller citati poco più su, in questo caso la storia non è montata e svolta per un finale certo. Quindi come succede nei grandi classici, gialli o thriller che siano, si può tranquillamente rileggere per vedere se qualche indizio è sfuggito all’occhio del lettore! 
Io fossi in voi uno sguardo glielo darei e sono sicura che anche voi, come me, non lo metterete più giù fino alla parola “Fine”.
Buone letture,
Simona Scravaglieri



Un altro da uccidere
Federico Axat
Longanesi Editore, Ed 2016
Traduzione di Elena Rolla
Collana “La gaja scienza”
Prezzo 16,90€



Fonte: Longanesi Editore


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