Più libri più libri 2016 e #blognotes – La fiera attraverso i libri…

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Eh lo so, sono in ritardo con il diario di Novembre ma, tranquilli, anche in questo caso vi annoierete molto poco perché in fiera non sono stata così parca come avrei  voluto e dovuto (e anche: una piccola parte di questi libri sono stati forniti dagli editori per i commenti a valle delle presentazioni che abbiamo commentato) e in parte perché dovevo ritirare un pacchetto di libri comprati a Novembre. Quindi, ripeto, non vi annoierete affatto. Avevo cercato di fare la brava e di inserirvi il resoconto del primo giorno, ma per quelli successivi il tutto è andato a farsi benedire in parte per cause esterne e in altra parte per stanchezza quindi riassumiamo qui cosa è stato “Più libri più liberi 2016”.

Quando Laura Ganzetti (Il tè tostato) mi ha chiesto di partecipare a #BlogNotesPL non ci ho pensato poi molto e ho aderito. Questa iniziativa la conoscevo grazie a Nereia (Librangolo Acuto) e Barbara (Libri in valigia) e avevo visto quanto l’anno scorso fossero stravolte ma anche decisamente soddisfatte. In cosa consiste? E’ un progetto abbastanza semplice: dei blogger vengono riuniti sotto l’egida del progetto e si occupano di intervistare e partecipare agli eventi sotto un unico hastag che, nel caso specifico, era #BlogNotesPL. Questo permette a tutti, vicini e lontani, di seguire attraverso una diretta costante gli eventi, individuare il blogger che sta seguendo quello che reputa interessante e concentrarsi solo su quello. Così ci siamo divisi alcuni editori, non si poteva intervistarli tutti, ma alla fine tra quelli previsti e quelli che non rientravano nelle previsioni ne abbiamo raccontati davvero tanti.   I blogger e i loro rispettivi spazi sono: Andrea, unico maschio uscito anche indenne da un gruppo di donne, di Un antidoto contro la solitudine, Diana  di Non riesco a saziarmi di libri, Maria di Scratchbook, Barbara di Libri in valigia, io e la onwer del progetto Laura Ganzetti che oltre al Il tè tostato cura anche Blog Notes Libri. Gli editori che mi erano stati assegnati erano:  

In questa avventura per due giorni sono stata anche aiutata da Appunti di una lettrice che mi ha letteralmente sopportata e supportata non poco e che davvero si è rivelata preziosissima. Lo anticipo qui che la vincitrice della sfida dello smaltimento dei libri vecchi è lei che sul totale annuo ha totalizzato la percentuale maggiore di libri presi entro e non oltre dicembre 2015. Ora la sto convincendo a partecipare anche a quella del 2016!   Ma torniamo a noi e  cominciamo subito con il dire che il libro, fra quelli che sarebbero stati oggetto di presentazioni, che avevo scelto non appartiene a queste case editrici ma è di Edizioni E/O ed è “Sottomissione volontaria” di cui la scorsa settimana avete visto la recensione. Ho avuto anche l’occasione di partecipare a due “colazioni con l’autore” organizzate da La nuova frontiera e ad una intervista riservata ai blogger  con Pascal Manoukian, l’autore di Derive. Ma di questo parleremo in un post dedicato. Sono invece tornata a casa con una bella scorta di libri, 29 per la precisione quindi come al mio solito ve li raggruppo. Come ripeto ogni volta per i post, chiamiamoli di bookhaul, gli editori sono messi in ordine alfabetico e basta.    

Fonte: LettureSconclusionate

66thand2nd

“Bartali? Ma davvero davvero??” Io già vi vedo star lì a sgranare gli occhi! Ebbene si, appena avrò finito di tagliare anche l’ultimo secondo silenzioso e quadrato la dimensione in modo tale che Youtube l’accetti, avrete la vostra intervista online. 66thand2nd, che prende il nome dalla strada in cui vivevano i futuri proprietari di questa casa di editrice, ha sempre avuto due grandi anime: quella della letteratura sperimentale e che non ti aspetti e quella sportiva. Quando li conobbi, stiamo parlando di 5 anni fa, venni rapita letteralmente da uno, credo, degli editori che mi raccontò della casa editrice di come lo sport può diventare letteratura e di come la letteratura possa raccontare lo sport e di come mettendoli insieme possono uscirne  esperimenti decisamente non convenzionali. Fu talmente convincente che, il loro, fu il mio secondo libro di una casa editrice di quella prima volta alla fiera della piccola editoria. Nell’intervista fatta a Michele Di Martino, che nella redazione si occupa della letteratura relativa allo sport, parlavo di questo libro e quando mi ha chiesto quale fosse non lo ricordavo. Alla fine l’ho trovato, letto a metà perché all’epoca non ero così preparata alle iperboli letterarie che conteneva, oggi ho sicuramente più esperienza, ed è Il sogno di Walacek dove insieme troviamo Paul Klee, la mezz’ala de il Servette Genìa Walacek, il nazismo e la letteratura futurista… capite? Io l’ho letto fino a metà e lo ricordo ancora, e stavolta credo che lo riprenderò per finirlo. Parlando di biografie invece era venuto fuori appunto Bartali che salvò un migliaio, se non vado errata, di vite, trasportando per il vescovo di Firenze che lo aveva sposato, documenti compromettenti nella canna della bicicletta quando andava ad allenarsi. Storia raccontata da due suore, che fu ripresa da autori canadesi e trascritta in questa biografia particolarissima La strada del coraggio, trovata da uno dei proprietari di 66thand2nd  che si interessa che conosce particolarmente bene la  letteratura del Nord America e voluta fortemente in catalogo. Derive, dentro questo blog di letteratura dedicata all’emigrazione ce n’è parecchia eppure è la prima volta che mi capita fra le mani un libro così particolare. I protagonisti di queste tre storie che si ritroveranno tutti e tre in Francia, vengono da mondi completamente diversi fra loro Bangladesh, Moldavia e Somalia e si ritrovano a partire per motivazioni diverse: fortuna, guerra, carestia. È la prima volta che però mi trovo di fronte ad una storia di emigrazione per colpa del comunismo. Oddio quest’estate ne avevamo parlato con Anna Funder ma l’immagine restituita è totalmente diversa da quella che ti aspetteresti. In quel caso si fugge nell’altra metà di Berlino che non è occupata dal blocco comunista, mentre qui si cerca fortuna in un mondo diverso per poter far fuggire tutta la famiglia da morte sicura per fame. Manoukian non vi risparmierà nulla, perchè nel suo mondo è convinto che lasciarvi guardare con i vostri occhi vi permetterà di capire a fondo quello che si lascia. Convinto sostenitore della mancanza di interventismo della comunità europea che ha lasciato Italia e Grecia da sole a gestire il dramma dei flussi migratori, Manoukian ci tiene a raccontarvi storie ambientate quando i flussi erano agli inizi, nel ’92, per capire quali sono i meccanismi da cui vengono quelli di oggi. “Tokyo transit” è invece un grosso punto di domanda. Non ho fatto in tempo a vedere la presentazione perché ero in ritardo però mi sono fatta attrarre dall’ultima frase della sinossi in cui si dice  prima che i protagonisti sono due italiani un po’ scapestrati residenti a Tokyo che per vivere portano in giro business man in cerca di emozioni. In fono alla sinossi capeggia questa frase: “Perché i giapponesi, parafrasando Kafka, non sono altro che pensieri suicidi nella mente di Dio”. Adesso ditemi se, sinceramente lo avresti lasciato là… eh? Ecco appunto.

Fonte: LettureSconclusionate

Caravan

Lei, Mariana, non è nuova in questo blog. Di lei vi avevo parlato con “Quando parlavamo con i morti” e Dio solo sa, quante volte mi sono tornate in mente le donne ardenti! Che poi con Silvia, l’ufficio stampa di Caravan ne ridiamo, visto che è lei che mi ha fatto ricominciare a leggere autori sudamericani, ma devo dire che quel libro valeva ogni pagina scritta! Nel caso di “Qualcuno cammina sulla tua tomba” invece stiamo in un contesto completamente diverso anche se, mi si perdoni, un tantino macabro. Gireremo per cimiteri e tombe per raccontare la storia di chi si riposa sotto varie lapidi. A questo libro tenevo particolarmente proprio per il grado di affezione all’autrice e ne parleremo non appena lo avrò letto!    

Fonte: LettureSconclusionate

Eris 

Casa editrice torinese, ci siamo a lungo studiati, anche perché condiviono spesso e volentieri lo stand con Gorilla Sapiens e a Torino avevo confessato la mia ignoranza sul mondo delle grapich novel e loro mi avevano indirizzato verso alcuni recensori specializzati in materia. Una volta tornata a casa mi sono documentata e non sono certissima di quello che ne uscirà ma, nel frattempo, ho deciso di cominciare da un fumetto e da una graphic novel premiata al Comic-con di Napoli.

Stiamo parlando di “Rufolo” un fumetto estremamente irriverente che tra una battuta e l’altra accompagna il lettore in una serie di situazioni dove i personaggi “galleggiano” nelle pagine dove sono assenti i riquadri tipici del fumetto. E’ una serie di storie a tinte forti e compatte come i colori utilizzati, che non sono mai sfumati, e che strappano sempre e comunque un sorriso al lettore.

Poi c’è “Il celestiale bibendum” che, come Rufolo”, ho già letto incuriosita dalla storia. Siamo un mondo distopico dove la città di New York sur-la-Loire è il tempio di ogni eccesso. Le macchine fanno parte della vita dell’uomo comune che viene spinto al consumismo più sfrenato. Due forze si contrastano fra di loro e sono entrambe “malefiche” quella della congrega comunale, fatta di dotti e letterati, composti di informazioni e di statistiche sulla comunità e il diavolo. In mezzo il povero Diego, una foca sbarcata da poco in città e che viene scelta per il Nobel per l’amore, il premio assegnato per dare un esempio alla comunità e per renderla più docile. Ma non è così facile come sembra… ne parleremo in recensione.
Challenger Che invece vedete ,nella foto in basso a destra, è un’anteprima di un romanzo che esce in primavera. Sì, avete capito bene, in primavera, quindi se poi è bello toccherà punzecchiare la casa editrice sulla pagina fan… magari anticipano l’uscita!

Fonte:LettureSconclusionate

Exòrma

 Diciamo che ho un pochino barato, questi 5 titoli li avevo comprati a Novembre, con la promozione 5 libri per 30€, e che avevo chiesto di ritirare in fiera. In pratica ne ho pagati due e ne ho presi cinque e del gruppo quello che fortemente volevo è “Per oggi non mi tolgo la vita” (maledetta Exòrma e questi titoli acchiappa lettori!) di cui questa è la 5° copia perché le altre 4 sono andate, diciamo regalate, ad altrettante persone rimaste folgorate come me! È una storia che mi ricorda molto una fiaba, decisamente diversa ma che parlava di come la gente di oggi non si sappia più suicidare che si chiama “Il negozio dei suicidi“, perché infatti il nostro protagonista sta cercando in tutti i modi, decisamente fallimentari, di suicidarsi e finisce per fare caustiche e divertenti considerazioni sull’industria farmaceutica e sulla categoria dei medici e via dicendo. Forse stavolta ce la farò a tenermelo e a leggerlo! “Riassunto di fine giornata” è invece un’autobiografia serissima di Luciano Del Sette, giornalista sia per la carta stampata che per la radio e ha una sinossi estremamente seria, quindi ne riparleremo approfonditamente in recensione. Mentre con “Infamia” andiamo nel Sud America  dove due storie, una di un ambasciatore che è in attesa di una operazione alla cataratta che lo faccia tornare a vedere e quella di un impiegato comunale, convergono nel momento in cui il primo cerca la verità sulla morte misteriosa della figlia e l’altro denuncia irregolarità nella gestione degli approvvigionamenti. Cosa li unisce? L’infamia che segue dalla loro ricerca della verità. Attraverso questi due mondi esclusi grazie alle menzogne, l’autrice esplora che sottile filo che divide verità e menzogna e come possa di colpo cambiare la vita di due onesti quando vengono messi al muro dalla disonestà. “Scompenso” è invece una storia di un dolore diverso, è quello che ti prende quando la realtà che ti circonda è diversa da come la percepisci e di come il mondo cambia e sembra non appartenerti più. E’ la storia di un disagio procurato da una malattia. E dopo tutta questa roba impegnata, ma un bel mistero non ce lo vogliamo mettere? Ma sì, stie Umberto Eco, che recentemente ho odiato un tantino più di quanto me l’aspettassi per una raccolta di saggi di cui parleremo più in là, “Il mistero dei Cosmati” è ambientato tra il 1414 e il 1471 dove, a Braccio del poggio, dove un bel giorno si presenta Luc’Antonio dei Melini discendente della confraternita dei marmorari attiva da molti secoli a Roma e perseguitata da una scia di morti inspiegabili… e io so già che questo me lo finirò in un lampo…

Fonte: LettureSconclusionate

Ma ci vogliamo fermare qui? Ma no dai, ce n’è un altro. “Se Roma è fatta a scale“-e sì sappiate che sì, Roma è fatta a scale-, che è una raccolta di storie che tra salite e discese raccontano quartieri di Roma e vite. Nella quarta di copertina si trova questa frase emblematica: “Le scale mettono in comunicazione un sopra e un sotto, talvolta diversi, qualche volta lontani o addirittura opposti“. Chissà se, Alessandro Mauro riuscirà a far affezionare anche me, pigra come sono, alle scale…

Fonte: LettureSconclusionate

Gorilla Sapiens

E siamo a Gorilla Sapiens, casa editrice romana molto molto particolare che pubblica autori italiani che sanno giocare con la lingua italiana e con i generi. La cosa bella dei loro titoli è data dal fatto che spesso sono permeati da una profonda ironia anche quando demoliscono miti, vedi “il poeta maledetto” messo a confronto con l’impiegato, il valore della parola all’interno di un messaggio, che può essere modificata all’infinito dando per assonanze di suoni risultati del tutto differenti e via dicendo. Come dicevamo con Valentina, una delle tre editrici, spesso è difficile suggerire al lettore anche questa opportunità riflessa di leggere le storie che pubblicano, ma rimane il fatto che i loro autori, per la maggior parte scrittori di racconti, si divertono e si applicano un mondo nel creare nuovi mondi paradossali e surreali dove inserire i loro fantastici personaggi. Ed è comunque un gran piacere leggerli.   Io li ho quasi tutti i Gorilla Sapiens quindi fra quelli che mi mancavano c’era proprio Marco Parlato – con “Racconti scelti per per pesciolini d’argento“- e questo, giusto perché abbiamo parlato fin’ora di racconti, è il suo secondo romanzo, di cui io dovrei leggere anche il primo che attende da un po’ – ma ce la posso fare, alla fine mi impegno giuro!-. In questo caso un romanzo costruito a sovrapposizioni di storie. Il protagonista infatti è un videomaker freelance che passa la sua vista lavorativa e non a casa, che prima condivideva con Clara che se è andata. Ma perché? “Storie per pesciolini argentati” un viaggi semiserio alla scoperta di se stesso e del motivo per cui, un bel giorno, Clara se ne andò… e speriamo che si sappia il perché, altrimenti ci rimango male! Gorilla Sapiens è stata oggetto di uno straordinario successo l’8 Dicembre al caffè letterario dove i suoi autori si sono fatti apprezzare per i loro racconti. Ed è qualcosa di cui riparleremo nel prossimo post in merito.

Fonte: LettureSconclusionate

La nuova frontiera

In questo caso quasi tutti i libri sono correlati alle “colazioni con l’autore” e nel caso specifico con Alfonzo Cruz, in particolare per “La bambola Kokoschka“, che scordatevi che io pronunci in pubblico perché è troppo contorto anche da scrivere, in cui due storie di persone decisamente diverse fra loro si incrociano: da un lato un giovane ebreo tedesco che si trova a doversi rifugiare nello scantinato di un negozio di uccelli, del proprietario di questo negozio e di una pittrice che attraversa la vita di entrambi e dall’altro lato uno scrittore che ha scritto un libro  “La bambola Kokoscka” in cui racconta la storia di un pittore e della sua bambola fatta ad imitazione della sua amata. Cruz, ci spiegava che comincia le sue storie sapendo l’inizio e la fine e che le aveva iniziate separatamente finché ad un certo punto si sono unite naturalmente. Con questo libro ha vinto nel 2012 il Premio dell’Unione Europea per la letteratura e, questo libro, non lo vedete fra i libri comprati fisicamente perché era finito, io l’ho in digitale, per cui non sfuggirete alla recensione mentre, quello che ho trovato -perché ad un certo punto m’è salita la curiosità-, è “Gesù beveva la birra” pubblicato sempre nel 2012 che, dice la quarta di copertina è quello che lo ha portato all’attenzione della critica. Ecco devo dirvi che a posteriori sono convinta che fosse destino perché questa, invece, è una storia che forse mi calza di più. Immaginate un paesino portoghese caratteristico dove un’anziana signora ha il desiderio da una vita di fare un viaggio in Terra Santa e tutto il paese si mobilita, con tutti i suoi cittadini decisamente particolari, per ricrearle la situazione a casa. Solo questo e il titolo valgono la spesa! Sempre a colazione abbiamo incontrato un’altra scrittrice che non conoscevo, Valeria Luiselli, scrittrice messicana che vive fra Venezia e New York e che ha già un’esperienza di tutto rispetto, fra le testate per cui ha scritto c’è anche il New York Times. È in Italia per presentare l’ultimo libro pubblicato da La nuova frontiera, “La storia dei miei denti” anche questa, come in fondo tutte le storie di questa casa editrice, è decisamente particolare. Il protagonista è il miglio banditore di aste del mondo e si è inventato una rivoluzionaria asta allegorica fatta di storie più che di oggetti. L’oggetto in se sarebbe vuoto, come quelli nuovi, solo la storia che c’è dietro ne caratterizza non solo la necessità di averlo e soprattutto il valore. E questo a quanto pare Gustavo Sánchez Sánchez sembra averlo capito decisamente bene. L’autrice ci diceva che le sue storie sono un modo per indagare e per scavare, che nella sua scrittura trova il modo di ricreare un suo mondo e spesso segue più l’idea del personaggio che l’idea della storia. In una trama guardata e vissuta con i suoi personaggi come una fitta trama di tessuto lei si domanda sempre ad ogni incrocio di filo come questo o quel personaggio si comporterebbero in quella situazione. Il personaggio quindi cresce, nelle sue caratteristiche insieme alla storia e piano piano si definisce incrocio per incrocio. Ora, siccome prima dell’arrivo di Valeria ci stavamo confrontando sui suoi libri è uscito un altro titolo, che è il primo fra quelli scritti, se ho ben capito, anche se è il secondo in ordine di pubblicazione in Italia, sempre della Luiselli è “Carte False” che dalla descrizione in  quarta di copertina sembra ricalcare quasi perfettamente – me ne accorgo ora- quello che ci ha detto del suo approccio alla scrittura: “[…] quasi una sorta di peregrinazione letteraria, passeggiate che esplorano spazi reali e immaginari, riflessioni che scavano su ciò che le parole nascondono offrendo uno sguardo nuovo, insolito e irriverente sulle cose”. Fidatevi, anche questo vale la pena… ma ne riparleremo quando l’avrò almeno in lettura. Per l’ultimo ovvero “Panamericana” l’unico motivo è: ne sento parlare da Maggio e sono curiosa di rileggere Vanni Santoni e di scoprire come scrive Paolo Piccirillo, che conosco tramite le parole di un altro scrittore -fatevi gli affari vostri, tanto non ve lo dico!-, capire di cosa si parla quando si parla di Robert Arlt, vedere come scrivono Stassi e Igiaba Scego – e qualcuno dice che Scravaglieri è complicato eh!-. Insomma è un viaggio che ho voglia di fare e che da Maggio mi porto piazzato alla base della nuca tipo post-it con un bel “ehhhh però Panamericana la potevi prendere eh!”. Post-it tolto, ecco!  

Lindau

Casa editrice con la quale ho un rapporto di amore ed odio… Mi piacciono le loro edizioni ma per leggerle devo mettere gli occhiali perché i caratteri sono piccoli, l’interlinea è ridotta e io perdo spesso e volentieri il segno. O meglio, questo succedeva con Henry James con “A Londra” che io ho nella precedente edizione. Il libro preso è Jayber Crow di Wendell Berry che in nella prima parte di sinossi che si legge nella seconda di copertina ricorda decisamente “Winnesuburg, Ohio” di Anderson, ma nella seconda parte prende delle strade che nel libro andersoniano non vengono esplorate. È la storia di un barbiere di un piccolo paese in Kentucky che per una vita ha tagliato i capelli ai concittadini mentre ne raccoglieva le confidenze e questa storia si compone delle storie delle varie persone entrate con lui in contatto e attraversa dei periodi chiave della storia americana come la crsi del ’29, la seconda guerra mondiale e il Vietnam. L’elogio della vita che fu e che con la frenesia odierna è andata perduta, secondo una recensione citata in quarta di copertina.  

Fonte: LettureSconclusionate

Las Vegas

Anche Las Vegas era una delle case editrici che dovevo intervistare e ho scoperto che, nonostante siano cinque anni che vengo a Più libri, li ho notati solo lo scorso anno, mentre prima non avevo mai visto i loro titoli. E invece loro, vivono e lottano con noi dal 2007, con testi decisamente fuori dagli schemi, tutti di autori italiani Io ho avuto l’opportunità di parlare con tre dei loro scrittori: Fulvio Gatti “I nerd salveranno il mondo“, Cristina Brondoni “Dietro la scena del crimine” e Davide Bacchilega “Più piccolo è il paese e più grandi sono i peccati” e “I romagnoli ammazzano il mercoledì“. Fulvio mi diceva che quando ha scoperto la collana “i Jolly” di Las Vegas aveva detto che avrebbe scritto un libro che ci sarebbe andato bene, e così è stato. Il suo libro è una riflessione incuriosita sui meccanismi di massa che hanno trasformato quel mondo oscuro, nascosto e ghettizzato dei nerd in una moda di tendenza. Se prima ci si ritrovava come “fornaretti” insieme con  qualcuno a parlare di Star Wars, la gente subito si distraeva… oggi invece sono di grande tendenza tanto che anche mio nipote di quattro anni ha chiesto la spada laser lo scorso anno a Natale. Ma i nerd salveranno il mondo? Secondo Fabio, a patto che si verifichino alcune condizioni… ma noi siamo pronti a farci salvare? Se mi devo fare le due girelle sulle orecchie, potrei doverci pensare qualche minutino in più… 🙂 Per Cristina invece situazione diversa: giornalista e criminologa analizza le scene del crimine letterario. E devo ammettere che mi sto mangiando le mani perché l’ultimo giorno volevo passare a comprarlo e invece non ho fatto in tempo, ma solo con questo pezzo nella sinossi questo è un libro assolutamente da leggere: “Perché morire può essere molto semplice, ma scoprire come e perché è una faccenda decisamente più complicata”. Invece nel caso di Davide e del suo “I romagnoli ammazzano al mercoledì” (abbiamo parlato solo di questo” ero decisamente più preparata. Questo perchè il libro l’ho da un paio di mesi o giù di lì. È arrivato poco prima che iniziassi la gara e quindi l’ho cominciato a leggere ma non terminato. Racconta di quattro scapestrati che vivono di sotterfugi e di piccole frodi. Un giorno decidono di alzare la posta senza tener conto delle conseguenze. Quello mi ha colpito, sarà perché è vicino alla mia età, ho chiesto a Davide perché quarantenni e lui mi ha detto che l’età è emblematica perché è quell’età in cui uno dovrebbe cominciare ad avere le idee chiare e un reale progetto e invece i suoi protagonisti sono decisamente indietro con questo percorso. Gli ho anche chiesto come reputa questa storia, se per lui è più un romanzo “nero” e lui ci ha pensato un po’ e mi ha detto che non può essere una storia nera, ma decisamente ha un retrogusto amaro, anche perchè l’intenzione è quella di seguire i suoi personaggi nelle loro scelte e vedere sin dove si possono spingere.  

Fonte: LettureSconclusionate

Minimum Fax

Ohhhhhh! Da Minimum Fax vi siete persi il mondo se non siete venuti in fiera. EÈ l’unica casa editrice che ogni anno attira sempre un sacco di curiosi e di fedelissimi lettori che attendono questa occasione per sbirciare nei libri e fare scorte per l’inverno! Ho preso “Americana” di Luca Briasco che già dalla descrizione promette bene: Americana ripercorre le tracce degli scrittori che hanno esplorato i territori del «grande romanzo americano». Lo stile, l’impaginazione, il testo sono quelli minimum, il contenuto sembra decisamente interessante e io sarò sicuramente “arida”, come dice Pino de I fiori del peggio, magari nel decidere di raccontarvi le bellezze e le eventuali bruttezze di questo saggio sugli scrittori americani! È sempre un vero spettacolo starlo ad ascoltare e ogni tanto anche farlo alterare e lui signorilmente mi sopporta!          

Fonte: LettureSconclusionate

Nottetempo 

Anche Nottetempo, rientrava fra le case editrici che dovevo intervistare e, in questo caso anche da conoscere, perchè io ho un titolo preso parecchio tempo fa dopo una presentazione in una trasmissione di libri che andava in onda, non ricordo bene se il sabato o la domenica mattina su la7, e mi aveva particolarmente colpito per il raffinato gioco di parole del titolo “Chiusi dentro” di Maria Pace Ottieri dove Chiusi dentro sta contemporaneamente a significare una storia intima che riguarda la casa delle vacanze di famiglia che ad un certo punto si è trovata a dover completamente restaurare portando a galla i ricordi di famiglia a Chiusi e il mondo chiuso dentro della provincia toscana. Mi ha colpito davvero tanto se dal 2011 me lo ricordo così bene, me ne rendo conto solo ora! Io ho parlato con Carla, che è una donna eccezionale, lei parlava, io scrivevo e nel frattempo lei controllava i social è una donna che conosce a menadito la casa editrice e ha tutto il catalogo in mente e conosce ogni storia dietro ad ogni libro e nemmeno sapete questo quanto mi sia piaciuto! Essendo una casa editrice che avevo deciso di adottare per l’anno 2017 ho fatto la mia domanda classica “Quale è il libro in cui credevate e che avete deciso di pubblicare anche se sapevate che sarebbe stato difficile da commercializzare?” La risposta, sincera e schietta, è stata “Non è un libro ma un’autrice che si chiama Dubravka Ugrešić. E’ una donna molto particolare sia come carattere che come scrittrice. Ma noi credevamo nel valore della sua opera e siamo andati oltre le sue “particolarità” e abbiamo pubblicato tre dei suoi libri perché valeva la pena di portarli in Italia e farli conoscere al pubblico italiano”. Quando sono passata allo stand ho preso “Baba Jaga ha fatto l’uovo” Baba Jaga è una vecchia strega che vive in una capanna sospesa su due zampe di gallina e circondata da teschi umani. Ha una  una gamba d’osso  ed è protagonista di fiabe che vengono raccontate dal Montenegro fino alla Russia dove si dice che voli su un mortaio e mangi bambini. La storia parla di un viaggio di una scrittrice in Bulgaria dove va per ritrovare i ricordi della madre e dove incontra tre terribili vecchiette che si sono regalate una vacanza alla spa e una studiosa che sta ricostruendo la storia di Baba Jaga. Tutte queste figure che circondano la scrittrice sono lo spunto per una riflessione su vecchiaia e amore. Sempre fra le mie domande c’era anche: “Ma ad uno che non ama il Natale che cosa consiglieresti di regalare?” “Instanbul Instambul, di Burhan Sönmez, perchè è uno scritto decisamente diverso di climi natalizi che parla  di prigioni e solitudini”. E che potevo lasciarlo lì? quattro uomini vengono incarcerati e rimangono lì per dieci giorni subendo interrogatori e torture e trascorrono il loro tempo, come in un moderno Decamerone a raccontarsi storie. Manco a dirlo l’avevo già comprato! Avevamo parlato con Carla anche di Narrativa.it che è la collana “dei nuovi autori” diretta dalla poliedrica Chiara Valerio che non solo si occupa di selezionare le migliori proposte del momento ma affianca all’esordio anche quello del fotografo che firma la copertina. così per far giustizia ho anche un libro di questa collana ed è “Il grande animale” che racconta una storia decisamente importante e particolare. Francesco, il protagonista fa l’imbalsamatore per professione e grazie a questo suo lavoro ha imparato  molte cose riguardo alle perdite: che non c’è modo di scampare, che si può imparare il modo però di sopravvivergli. Un giorno Francesco perde il padre con il quale non ha mai avuto un buon rapporto e deve, in prima persona, imparare a sopravvivere trasformando il suo mestiere pratico in una serie di indicazioni per affrontare questo lutto.  

Fonte: LettureSconclusionate

Salerno Editrice

Salerno è presente in questo blog grazie ad Andrea Santangelo e al suo bel “Operazione Compass“, quindi quando mi hanno invitato a passare alla presentazione de “Il burattinaio dell’ultimo Zar” sulla figura di Grigorij Rasputin, non me lo sono fatta ripetere. Bella presentazione, anche decisamente divertita da parte di relatori e autore, con un pubblico attento e incuriosito, che ha percorso tutta la vita, non troppo lunga peraltro, e la figura di Rasputin attorno alla quale ci sono un sacco di miti e leggende da allora che ancora oggi sono oggetto di chiacchiere e sorrisi. Il fatto che fosse dotato, che avesse un certo ascendente non solo sui Romanov ma anche sulle donne, di chi lo prediligeva e lo amava  e via dicendo. A far da contraltare a questo c’è la realtà storica. In questo volume Marco Natalizi attinge dai documenti storici non trascurando alcuni aspetti che possono avallare o smitizzare questa misteriosa figura. Invece il volume su “Atatürk” è una vera e propria biografia della collana inaugurata da un po’ di tempo che si chiama “I profili”. Salerno editrice nasce come casa di saggistica prettamente filologica e di critica, ma mi dicevano che l’interesse per i titoli storici è talmente tanto che ad un certo punto, naturalmente ha virato e si è specializzata in saggistica storica. La biografia di cui vi dicevo poc’anzi è di Fabio L. Grassi e Devo ammettere che io nemmeno ricordavo chi fosse (me ignorantissima me!). Atatürk è il leader che contribuì alla modernizzazione della Turchia, morto nel 1938, era un abile diplomatico e un audace e astuto uomo politico, nonché un grande capo militare e un occidentalista convinto. Divenne famoso durante la prima guerra mondiale quando organizzò il movimento di ribellione contro lo smembramento della Turchia. Di sicuro, con questa spettacolare copertina, la sua faccia non me la scorderò più, ma sono infinitamente curiosa di leggere di quest’uomo che ha fatto tutte queste cose grandiosa.

Fonte: LettureSconclusionate

Scrittura&scritture

E veniamo alle due belle donne di Scrittura & Scritture, io le adoro e loro mi sopportano, perché ogni anno da due, loro mi invitano a leggere alcuni titoli con quelle dolci espressioni da “Dai che ti piace!” e io rimango ammirata perché non solo mi piacciono i loro libri, ma li adoro proprio! Pure qui siamo in presenza di sola narrativa italiana e selezionata per la particolarità di temi e di approcci e quest’anno invece pensavo di averle fregate arrivando e dicend “Voglio il libro di Francesca!” (Francesca Battistella, “La bellezza non ti salverà”) e loro mi hanno fregato portandomi da Napoli uno dei libri di cui Eliana aveva parlato ne “I vizi segreti dell’editore” che è “Il miniaturista”. Lo hanno letto entrambe e volevano sapere che ne pensavo io (siamo sorelle di tendenze compulsive all’acquisto di libri per ogni occasione!) perché avevamo parlato delle tendenze contrastanti di giudizio che si erano create riguardo questo libro. Mentre Francesca Battistella è una simpaticissima e bravissima scrittrice che ho conosciuto con “Il messaggero all’alba” dove tra una risata e l’altra con le esternazioni dei suoi protagonisti mi ha fregata e mi ha piazzato una risoluzione di un giallo che proprio non mi aspettavo! Esce un nuovo libro di Francesca e non me lo prendo? Scherziamo? Sono andata diretta allo stand e l’ho preso e non vedo l’ora di avere qualche ora libera per immergermi nella scrittura elegante ma con ritmo. Anche questa volta un bel giallo che si svolge tra Novara e il Lago d’Orta dove una criminologa vuole andare a fondo alla sparizione di tre ragazze e deve scontrarsi non solo con la difficoltà del caso di cui si sa poco ma anche con le beghe amministrative e le direttive interne.

Fonte: LettureSconclusionate

Questo è stato il mio più libri più liberi raccontato attraverso i libri, sarebbe andata anche peggio perchè l’ultimo giorno ero stremata a non sono riuscita a passare da Hacca, Lavieri ed E/O altrimenti la lista sarebbe ancora più lunga… pertanto ora non mi rimane che leggere a fare i resoconti delle mie letture… alcune peraltro già finite come detto per Eris Edizioni.

Buone letture,
Simona Scravaglieri

6 thoughts on “Più libri più libri 2016 e #blognotes – La fiera attraverso i libri…

  1. Nooooooooo, ho dimenticato di prendere “La bellezza non ti salverà” di Francesca Battistella. Accidenti a me!!!
    Ma tanto vengo a trovarti e me lo porto via XD

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