"Chi perde paga", Stephen King – La saga del fratello maggiore…

Fonte (immagine di sfondo): W-Dog-Net

Finiamo l’anno come lo abbiamo iniziato, ovvero con una recensione. Questa volta è inaspettato anche il giudizio sul libro perché con il primo di questa saga ero rimasta parecchio delusa e perché mi avevano detto che l’autore scrive sempre così e quindi forse, se partivo così decisa con un “no” motivato, non era un autore per me. Il libro di cui parliamo oggi, “Chi perde paga”, smentisce un po’ questa cosa perché, sebbene non sia una storia intramontabile, a me è piaciuto e anche un parecchio. Probabilmente mi è piaciuto di più non tanto per la storia quanto proprio per la struttura, simile al precedente, “MR. MERCEDES“, e soprattutto perché ci sono meno lungaggini che ammazzano la tensione delle situazioni che, diciamocelo, sono cose che una si aspetta da un romanzo che fa l’occhiolino al genere thriller, no? 

Il tutto inizia nei lontani anni ’70 quando un trio di malviventi irrompe nella casa di uno scrittore acclamato per lungo tempo e che ha deciso di ritirarsi dalla scene; Rothstein è divenuto famoso con la sua trilogia su Jimmy Gold e poi, ad un certo punto inspiegabilmente, si ritira a vita privata. I tre malviventi si trovano di fronte ad un uomo anziano che mano mano diventa meno impaurito, anzi quasi spavaldo, e che capisce che, almeno uno dei tre, non è lì per rapinarlo ma vuole qualcos’altro: è un fan, l’ennesimo fan. Morris, dal canto suo, non si aspetta che quello che verrà fuori da quell’incontro, ovvero che sarà una storia che dovrà aspettare trent’anni  per trovare una soluzione finale. Passano trent’anni e siamo ad un anno dalla strage di MR. Mercedes e mentre la vita sembra ripartire e Bill Hodges ha creato un nuovo lavoro che lo interessi, Jerome sia andato all’università e MR. Mercedes non sia più un problema, una famiglia vive momenti difficili. Il padre era lì il giorno in cui la Mercedes uccise una sacco di gente, cercava lavoro e la lunga malattia non gli permetterà per molto di trovarne un altro e lo stipendio della moglie non copre tutte le spese. Peter e sua sorella, si trovano ad essere trasferiti dal luogo dove sono sempre vissuti ad un quartiere decisamente più popolare ma anche risparmiando le discussioni non finiscono mai. Poi un giorno, mentre Peter passeggia sull’argine del fiume scopre un baule, in parte non più sotterrato, e, aprendolo, scopre un tesoro soldi e alcuni taccuini e cerca un modo per aiutare la propria famiglia senza venire scoperto.

In effetti più che una saga incentrata sull’assassino, che in questo volume rimane peraltro decisamente a margine – il tanto che basta per non far dimenticare che ci sia e che forse lo troveremo nel terzo volume-, sembra in pratica lo scontro fra i figli unici e i “fratelli maggiori”. Tutti i figli unici sono dei repressi e poco sani di mente, sono solitari e sono generalmente ragazzi che hanno ricreato un mondo parallelo dove il gruppo da cui se sentono rifiutati è quello da distruggere. Anche in questo caso Morris è un figlio unico, di una famiglia in parte disastrata, con una madre perfetta che non perde occasione per mettere in evidenza i difetti del figlio. A far da contraltare all’oscuro mondo dei figli unici il solare mondo dei figli maggiori. Come avveniva per Jerome, Peter ha una sorella minore e, seppure le discussioni per un periodo abbiano fatto pensare alla possibile separazione dei genitori, la sua famiglia è più legata. I genitori rimangono comunque innamorati. Ecco, qui la storia perde un po’ di verosimiglianza: i genitori di Peter, non si domandano più di tanto da dove arrivino i soldi, non si chiedono come stiano i figli e manco nulla sulle nuove passioni del figlio. L’unico maturo di quella casa è proprio Peter e intorno a lui ruota tutta la vicenda.

Le passioni dei ragazzi che hanno fratelli quindi sono sane mentre quelle dei figli unici divengono invece vere e proprie ossessioni in questo capitolo, le ossessioni del giovane MR. Mercedes che si contrappongono alla vita operosa di Jerome, ragazzo assennatissimo che per la sorella minore è anch’esso un padre. Ecco in questo, le due famiglie del primo capitolo e del secondo, si assomigliano decisamente tanto.    
La costruzione della storia è diversa dalla prima che era a blocchi di indagine e sembrava un vero e proprio giallo, in questo caso la storia dei due personaggi occupa la maggior parte del romanzo e solo all’ultimo viene fuori il momento di tensione vero e proprio che, seppur ci abbia provato -in particolare una scena nello scantinato, in cui l’ho un po’ odiato perché non s’arrivava mai al punto!- stavolta non gli è riuscito di smorzare nei toni. Tutto sommato la storia scorre molto meglio della precedente anche perché una parte dei personaggi non hanno bisogno di spiegazioni e presentazioni e Hodges non si deve nascondere mentre fa le indagini, ma capisco bene perché gli amanti di King non abbiano apprezzato molto questo libro. Da un maestro dell’intreccio ci si aspetterebbe molto di più, invece la storia è decisamente molto poco articolata anche se ha comunque un ritmo deciso. Sempre da uno come King, se il vero King è quello di MR. Mercedes, ci si aspetterebbe uno sguardo più profondo nei pensieri del cattivo di turno, come succede con il protagonista del primo libro, cosa che in effetti qui decisamente manca. Morris che sembra che all’inizio prometta di farci entrare nei meandri delle proprie ossessioni, qui ad un certo punto, quasi scompare lasciando la spazio al ragazzino il cui ragionamento non è così all’altezza, data dalla giovane età ben rappresentata dall’autore, di quello che ci si aspetterebbe.

Quindi per me libro promosso mentre molti, che hanno già letto altri libri di King, l’hanno sicuramente se non bocciato almeno valutato come deludente. In una cosa è sicuramente riuscito: io ho comprato sotto natale quello che dovrebbe essere il capitolo finale dell’intera saga che si intitola “Fine turno” e devo ammettere di non vedere l’ora di vedere come va a finire.
Buone feste e buone letture,
Simona Scravaglieri

Chi perde paga
Stephen King
Sperling & Kupfer, ed. 2015
Traduzione a cura di Giovanni Arduino
Collana “Pandora”
Prezzo 19,90€



Fonte: LettureSconclusionate

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