[Dal libro che sto leggendo] Sottomissione volontaria

Oggi sono davvero contenta di essere riuscita a riportare il primo capitolo di questo libro che, mano a mano, sto segnalando a molto ancora oggi. E’ una bella scrittura, asciutta, diretta senza orpelli. E’ anche una storia semplice, normale. Quello che cambia, rispetto alle altre storie sono i protagonisti, i discordi e l’analisi interiore che viene fatta di una situazione che rappresenta un legame malato da un lato da parte di chi non vuole essere coinvolto ma che stenta a rinunciare a tanta dedizione e dall’altro di chi ama e che vorrebbe veder riconosciuto il proprio amore.

(LettureSconclusionate)

E’ un libro di cui vi ho parlato alla metà di dicembre qui: “Sottomissione volontaria”, Lena Andersoon – L’assenza nel quadro.
Io sono certa che vi stupirà, basti guardare a questo capitolo che in poche righe rende la protagonista e la situazione da cui prenderà vita la storia. Non servono tante parole quando le si sa usare bene, non è vero? Io ogni tanto ancora ci penso.

Buone letture,
Simona Scravaglieri


Si chiamava Ester Nilsson. Era una poetessa e saggista, e all’età di trentuno anni aveva già alle spalle otto libri, piccoli ma molto intensi. Ribelli secondo alcuni, secondo altri giocosi; la maggior parte della gente, però, non aveva mai sentito il suo nome. 
Con devastante nitidezza, percepiva la realtà dall’interno della propria coscienza e viveva secondo la pretesa che il mondo fosse così come lei lo sperimentava. O, per meglio dire, che gli esseri umani fossero fatti in modo tale da poter sperimentare il mondo per ciò che era, a patto di osservarlo con attenzione e non mentire a se stessi. Il soggettivo era l’oggettivo e l’oggettivo il soggettivo. Questa, in ogni caso, era la sua aspirazione. 
Sapeva che la ricerca della stessa precisione nel linguaggio era come imboccare una via senza uscita, ma la cercava ugualmente, poiché qualsiasi altro ideale rendeva le cose troppo facili agli imbroglioni e ai pirati della strada dell’intelletto; quelli che badavano poco a come i fenomeni stessero in relazione fra loro e fossero rappresentati dal linguaggio. 
Eppure era ripetutamente costretta a prendere atto che le parole rimanevano un’approssimazione. E così pure il pensiero, che sebbene costituito da impressioni ed espressioni sistematizzate, non era così affidabile come voleva far credere. 
Lo iato spaventoso fra pensiero e parola, volontà ed espressione, realtà e irrealtà, insieme con quanto cresce in questi spazi vuoti, è ciò di cui tratta questo racconto. 
Da quando, a diciotto anni, aveva capito che l’esistenza in definitiva aveva per scopo di scacciare la monotonia, e con tale obiettivo e per conto proprio aveva scoperto il linguaggio e le idee, Ester Nilsson non aveva più sperimentato alcun disagio nella vita, quasi nemmeno una normale e passeggera tristezza. Era costantemente impegnata a decodificare la natura del mondo e degli esseri umani. Aveva compiuto i suoi studi di filosofia presso il KTH, il politecnico di Stoccolma, e dopo la discussione della tesi, nella quale aveva voluto sintetizzare il pensiero anglosassone con quello francese, ossia applicare il minimalismo e la logica della scuola analitica alle più sostanziose ipotesi sulla vita della scuola continentale, si era dedicata alla scrittura. 
A partire dal giorno in cui aveva scoperto il linguaggio e le idee e si era resa conto di quale fosse la sua missione, aveva rinunciato a una vita dispendiosa; mangiava con poco, era molto scrupolosa con gli anticoncezionali, viaggiava con moderazione, non aveva mai contratto debiti con banche o con privati e non si faceva coinvolgere in situazioni che la costringessero ad allontanarsi da ciò cui voleva dedicare il suo tempo: leggere, pensare, scrivere e discutere.  Per tredici anni era vissuta così, e per oltre la metà di questo tempo in armoniosa e quieta relazione con un uomo che la lasciava in pace e al tempo stesso soddisfaceva le sue necessità fisiche e mentali. 
Poi ricevette una telefonata.


Questo pezzo è tratto da:

Sottomissione Volontaria
Lena Andersoon
Edizioni E/O, ed. 2016
Traduzione a cura di Carmen Giorgetti Cima
Collana “Dal mondo”
Prezzo15,00€

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