[Dal libro che sto leggendo] Occhi chiusi spalle al mare

Fonte: Pixturi
E oggi è davvero un libro che sto leggendo, anzi che ho appena iniziato a leggere stamattina. Il libro, uscito ad ottobre, è arrivato ieri e sono passata all’alba a ritirarlo da mia madre e, mentre ero in coda, non ho resistito e l’ho aperto. Mi sono fermata dove ora interrompo questo estratto, che sostituisce quello che era programmato, proprio perché è talmente accattivante che non potevo non farvelo sbirciare! 

Non è la prima volta che parlo e leggo questo autore (19 Dicembre ’43) ma confesso che non mi aspettavo che mi attirasse così. E invece la storia Piero parte subito avvolgendo il suo lettore nelle ombre e scandendo il passaggio da una inquadratura e l’altra con il rintocco dell’orologio. In mezzo quel sentore di noir che Cutolo porta con sé naturalmente e che sa distribuire con grande maestria. 

Piero vive al Sud in un posto che è crocevia di storie italiane e di immigrati. Piero è anche uno che ha una sua storia che inizia con un padre distante e autoritario, forse anche troppo ingombrante con la sua pretesa di controllo. Poi una mattina, quel che troviamo alla guida non è il padre, ma Piero. 

Non aggiungo altro perché non credo ci sia da aggiungere nulla in più. Dopo aver letto questo pezzo, forse anche voi darete una chance a Cutolo per stupirvi o farlo nuovamente come ho fatto io. Ci vediamo alla fine del libro… io continuo a leggere!

Buone letture,
Simona Scravaglieri

Uno

Serrande abbassate, finestre socchiuse, il silenzio galleggia fra la penombra delle case e il nero delle strade, avvolge gli oggetti che lo prendono in consegna e lo rilasciano a intermittenza nello spazio circostante. Un viavai muto attraverso spiragli e fessure, posti segreti, un moto che tiene in perfetto equilibrio la quiete delle cinque e ventiquattro del mattino.

Soprammobili, tende, alberi, fontane, tutto sembra sospeso nel tempo.

Dopo aver lavorato al silenzio e in silenzio tutta la notte, ogni cosa ritrae la sua anima in attesa del nuovo giorno. I lampioni si spengono a chiazze e cedono il passo al primo bagliore di un cielo terso.

E’ una meravigliosa giornata di fine giugno.

La città dorme.

Un vento leggero sale dal mare portando con sé storie di vite lontane. Granelli di sabbia.

Il sibilo del SUV di Piero è l’unico rumore percepibile nell’aria ovattata delle cinque e venticinque del mattino, un bisturi che incide il silenzio e con esso si fonde. All’interno delle case il suono  arriva attutito quasi impercettibile. Anche l’angolo più remoto e dimenticato sembra pervaso dalla pace.

Ma dentro quel SUV accade qualcosa di diverso.

Il cuore di Piero sferra colpi massicci, a intervalli brevissimi l’uno dall’altro. Tonfi sordi, continui, che nelle sue orecchie assomigliano ai rintocchi di un pendolo.

La tensione è così forte che l’impugnatura stretta di tutte e due le mani sul volante non impedisce agli avambracci di tremare, la muscolatura si contrae a tal punto da provocargli dolore alla spalle, al collo. Una vertigine.

Le pupille compiono movimenti rapidissimi in ogni direzione. Gocce di sudore gli tagliano la fronte e si fermano sugli occhi. Le palpebre, inzuppate, diventano così pesanti che potrebbero chiudersi da un momento all’altro.

Ma sono le cinque e ventisei del mattino.

E, nonostante tutto, Piero arriverà in perfetto orario all’appuntamento più importante della sua vita.


Questo pezzo è tratto da:

Occhi chiusi spalle al mare
Donato Cutolo
Edizioni Spartaco, Ed. 2017
Collana “Dissensi”
Prezzo 13,00€ 

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