"Un nastro color lavanda", Heather Burch – Da leggere ad occhi chiusi…

Deeplay.it, Un nastro color lavanda, #libribrutti, Dimenticabili

Tutti libri belli in questo blog eh? Invece no, anche la sottoscritta prende ogni tanto qualche sòla (definizione romana che individua la “fregatura”) a volte lo faccio inconsapevolmente, come avvenne per Maestra, a volte consapevolmente come per il libro di oggi: Un nastro color lavanda. Per me comprarlo era un modo per avere una lettura leggera, leggerissima anzi, mentre ero a letto con un mal di testa da guiness dei primati. Significa che non ho una grande attenzione e che devo interrompere la lettura in continuazione ed è per questo motivo che, forse, sarò infinitamente più gentile, di quanto sarei potuta essere, se lo avessi letto nel pieno delle mie possibilità. Ok è un auto-pubblicato di AmazonCrossing, va bene, qualcuno di buona volontà lo ha anche tradotto. Va bene tutto. Ma questo libro, anche per la categoria in cui nasce, è una vera porcheria.

La storia si può sintetizzare con una lei e un lui. Lei è bella (come sbagliarsi?), è triste, è di recente divorziata perché lui l’ha tradita e lasciata e si è appena trasferita sulla costa perché sogna di fare colazione davanti alla magnificenza dell’Oceano. Lui (quello del posto), è bello, è alto e abbronzato, è un po’ un mutante visto che un minuto prima è longilineo e poi basta che lo bagni l’acqua e gli spuntano muscoli che lo rendono ancora più bello, ha una passione per le gambe delle donne, lavora in una banca di provincia e vive con suo nonno. Il nonno è uno con gli occhi azzurri, che fa amicizia pure con le maniglie delle porte, è un giardiniere eccezionale (che non ha un giardino, ma un orto e un’oasi tropicale insieme).
Lei è appena arrivata nel paesino di provincia, ha comprato una vecchia casa malandata e, seppur non abbia mai piantato un chiodo, decide di ristrutturarla. Intravede lui in banca, ma non si incrociano. Ma un giorno lei trova delle lettere in soffitta e le legge e si innamora di colui che scrive e decide di indagare per sapere chi fossero lui e lei. Colui che scriveva era in Europa all’epoca della seconda guerra mondiale. Nemmeno ve lo dico come continua perché confido nel vostro intuito!
Posso anche capire che il mio modo di vedere al mondo femminile, che forse non è definibile femminismo, sia una concezione completamente personale e che quindi, accingendomi a scrivere quello che sto per dire, posso essere tacciata di essere oltranzista, ma, e ci tengo a sottolinearlo, io ho letto i veri romanzi rosa della tradizione italiana, di colei che riuscì a farsi apprezzare per certi versi anche da D’Annunzio che l’aiutò a trovare lo pseudonimo. E’ vero, qui la scrittrice credo sia americana, è anche da considerare che magari ha letto una valanga di libri simili e ha pensato di aver avuto l’ideona. Ma si è dilungata parecchio, perché la sua, chiamiamola, eroina è una donna da denuncia, che non guarda in faccia a niente e nessuno, si impiccia e prende decisioni sulla vita altrui e che per i continui errori e figuracce che fa viene in continuazione scusata. Chiunque le satelliti intorno, dal futuro “eletto” al nonno, l’amica, il vicino di casa e via dicendo è solo una comparsa per dire: “Va tutto bene, anche se mi hai asfaltato in giardino che mi era costato milioni di dollari, non c’è problema è colpa mia e non tua!”.
E’ sbagliata di base l’idea della donna che lasciata a sé stessa, deve rompere le scatole al mondo ed essere scusata perché, poverina, è divorziata!
 
E la cosa che notavo, anche qualche tempo fa quando incappai ne “La signora dei funerali”, gli uomini non esistono più. Sono solo un tramite per mettere un’altra tacca sulla lista delle priorità. Non hanno spina dorsale, o scusano tutti all’infinito. Bastano un seno e due gambe e fanno tutto. Ma dov’è che l’uomo è stato declassato ad essere non pensante? Qual è il momento in cui, siccome si tratta di romanticherie, gli uomini hanno la stessa consistenza bidimensionale di un poster? 
In questo, al netto degli errori e delle metafore che manco vi cito, che questo “libro” si rivela una vera porcheria. In una coppia si è in due, indipendentemente da caratteri dominanti o no, e invece nella concezione moderna, dei romance ma anche degli young adult, esiste la donna, il resto è contesto.
 
A questo si può accostare solo lo svarione in cui da una barca si arriva a terra ferma davanti ad uno specchio. Non si sa come siano tornati a terra o che sia successo nel frattempo; sembra solo che l’autrice dopo averla tirata per le lunghe per più di metà libro, avendo avuto l’occasione di far a lui chiedere a lei di uscire non vedesse l’ora, più dei diretti interessati, e abbia deciso di parlare di quello fregandosene della storia che fin lì si svolgeva. Tutto quello che voi vi aspettate da un libro del genere succederà… lei con i tacchi a spillo sul pontile sgangherato, lei che cade su lui e lui la salva… lui che lava più sé stesso che la barca, lui figherrimo in completo da ufficio e lui ancora più figherrimo con i jeans sempre molto stretti (che detta fra noi: ma perché devono sempre avere questi jeans aderentissimi? a me più che star lì a guardare cose verrebbe da dire “mangiato troppo eh???” oppure “hai sbagliato candeggio!!”).  La perdita di un co-primario, la perdita di un contesto reale che non debba sempre facilitare le cose, la totale mancanza di un criterio nel gestire le quantità dei casi da presentare e non strafare, nel non limitarsi a farli sembrare “Vorrei fare un porno con te, ma devo andare avanti ancora 100 pagine!” penalizza qualsiasi romanzo rosa o altro rendendolo di bassa qualità. Non è solo perché sia un autopubblicato, perché se lo è e lo è così, e come tale viene letto, è perché l’evidenza di quello che si trova in giro e che va per la maggiore, di editoria tradizionale, è questo! Possibile che non si possa fare la differenza magari guardando indietro?
A quanto pare no, non è possibile. Che non era un libro dove buttare 0,99€ come ho fatto io perché era in offerta s’era capito già, vero? Diciamo che per questi lavori, autopubblicati o no non importa, è meglio aver adottato il termine americano e non “romanzo rosa” giusto per non accostarli con ben altri esempi. Volete sognare? Volete andare in un mondo in cui uomini e donne riescono a raccontarvi una storia? Volete davvero sapere l’essenza del rosa quale è? L’ha descritta Aldo Busi, in un bellissimo libro pubblicato qualche anno fa: L’amore è una budella gentile. Nessuno si innamorerà se non voi, magari con una lacrimuccia e con una bella risata… Un libro, vero, scritto da un bravo autore che vi stupirà, come lo ha fatto con me.
Buone letture,
Simona Scravaglieri
Un nastro color lavanda

 

Heather Burch
AmazonCrossing, ed. 2016
Traduzione a cura di Gloria Fassi
Prezzo 9,99€
 
Fonte: Amazon.it
 

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