“La pattinatrice sul mare”, Paolo Foschi – Lo sportivo che scrive e quello che indaga…

Quest’anno mi trovo a dovermi cospargere il capo di cenere con molti autori, come Manzini o come Foschi. Nel primo caso pensavo fosse tutt’altro modo e genere di scrittura e farò ammenda in seguito, nel caso di Paolo invece ero informatissima sulle uscite e la tipologia di libri che scriveva e sebbene li abbia in parte acquistati per me li ho anche, altrettanto spesso, regalati ad altri, con il risultato che uno dei miei fratelli è un suo accanito fan e io ancora non sapevo effettivamente moltissimo di Igor se non delle sue indagini. In sostanza quindi non l’ho aggirato come ho fatto per altri, ma in quel periodo ero attirata da altri generi e quindi l’ho accantonato. Quest’estate, complice l’uscita dalla mia lunga crisi del lettore, quella del nuovo libro della serie di Igor Attila e la voglia di sanare le “pendenze” con tanti autori che ho conosciuto nel tempo, ho cominciato proprio da lui. Paolo Foschi, per chi non lo conoscesse è uno scrittore e anche un giornalista sportivo, nonché egli stesso un grande sportivo. Quello di cui parliamo oggi, non è un libro che rimane prettamente nel genere del “giallo”, ha i piedi in due scarpe, perché occhieggia al romanzo, complice il fatto che Igor Attila è una serie, e non un lavoro singolo, e che con il tempo le vicende dell’ispettore Attila sono diventate parte integrante anche di una vita di squadra, quella che coordina, e che si occupa di, nel senso più ampio della definizione, “crimini sportivi”.

In questa puntata della serie, che a supporto di chi come me non l’ha letto mai si può affrontare anche senza seguire la sequenza di uscita dei libri sin qui pubblicati, Igor Attila è in un momento della sua vita un po’ particolare. La vita privata ha subito un cambiamento a cui non ha ancora capito se si sentiva pronto e questo influisce anche nel suo approccio nella quotidianità del lavoro. A questo si aggiunge la notizia che una pattinatrice italiana, candidata a rappresentare il nostro paese nelle olimpiadi della Corea ha ricevuto minacce di morte. Ora, stando al classico giallo, qui già ci sarebbe di che parlarne e per il diretto interessato, ovvero Igor, anche abbastanza da indagare. La pattinatrice è famosa e quindi è naturale che ci sia molta invidia. Ma l’autore ha deciso di complicargli ulteriormente la vita e la nostra pattinatrice, fa anche la modella e ha deciso di firmare un contratto con una società russa poco apprezzata, per allenarsi su una piattaforma petrolifera sita nel mare del sud Italia e ha dato il permesso per essere filmata 24 ore su 24, come forma di ulteriore promozione. Questo comporta che l’indagine dovrà spartirla con il gruppo giudicato più frivolo tra quelli in circolazione, lascio a voi indovinare quale, e che debba tenere conto anche di tutte quelle organizzazioni ambientaliste che abbiano da ridire sulle concessioni per l’estrazione e la lavorazione del petrolio, nonché evitare di mettere le indagini in pubblica piazza in TV.

Se io fossi stata Igor, probabilmente sarei uscita dalle pagine di testo e avrei mischiato tutti i tasti della tastiera dell’autore per ripicca a tanta complicazione, ma evidentemente il nostro eroe è abituato a situazioni del genere e quindi ne uscirà con stile. Com’è leggere Paolo Foschi allora? Rilassante. Era da tempo che non mi divertivo così, perché Foschi non cede alla serietà della situazione ed è ben cosciente di come e perché Igor abbia attecchito sui suoi affezionati lettori. Igor piace molto perché potrebbe essere quello che condivide con te il pianerottolo è brusco, sportivo, ha una vita molto riservata ma porta con se anche quelli che noi chiameremmo difetti. E’ uno facile alle emozioni, uno che vorrebbe menare la prima della classe, ma che si scoccia sempre a dover tenere d’occhio gli ultimi, ha dei pregiudizi ma ammette l’errore quando viene smentito, vive anche nel ricordo di quello di cui è stato ingiustamente defraudato, a volte se lo ripete anche più volte. Tutto questo dona umanità e verosimiglianza in un’epoca dove l’ispettore che sa tutto lui ha un po’ scocciato.

La storia fila anche se gli incastri sono tanti e si alternano a situazioni comiche una più divertente dell’altra ed è questa, secondo me, la parte che rende più  vividi i personaggi, proprio perché è composta di tanti botta e risposta che sembrano trascrivere un linguaggio parlato, tralasciando la bella scrittura ingessata, e lasciando lo spazio ad un umorismo che scorre naturalmente senza mai perdere il suo ritmo. Questo metodo rende la storia fluida e regala ai momenti di tensione o di indagine un naturale risalto rispetto al resto in cui si inserisce.

Per me ha i piedi in due scarpe, perché la storia personale del protagonista è equipollente all’indagine in corso. Avrebbe potuto essere una debacle, perché Foschi si muove sul filo di lana: anche un minimo sbilanciamento può rovinare l’effetto generale. Ma l’idea funziona, gli indizi sono tanti, alcuni sbagliati e altri no, proprio per mantenere quest’aura di verisimiglianza. Come non accade in molti gialli, l’indizio viene nascosto o anche messo in vista ma sempre quello giusto giusto, in questo caso invece si sceglie di mettere sul tavolo da gioco praticamente tutto e come, in un’indagine che si rispetti, bisogna man mano scartare quello che non ci interessa.

Come dicevo non è necessario leggere la sequenza dei gialli originali, perché con altrettanta naturalezza, Foschi inserisce qui e lì le informazioni, in mancanza delle quali Igor sembrerebbe ben strano, ma, conoscendo il tipo – l’autore e non il protagonista-  ha fatto una selezione in maniera tale che Ogni libro porti comunque al lettore informazioni nuove. L’altra scelta che ho sempre apprezzato di Foschi è quella di non fossilizzarsi su un solo sport e quindi in ogni libro troverete una disciplina diversa.

Vi avrei potuto dire che è un ottimo libro da ombrellone e invece no, è un ottimo divertissement, che è come le ciliegie: ne mangi una, poi un’altra e alla fine hai finito la ciotola. Ecco le storie di Foschi sembrano fatte così, una tira l’altra, per rimanere in questo mondo divertente e divertito che si trova ad operare in un dietro le quinte fosco e dipinto di giallo. Libro piaciuto e consigliatissimo, anche a chi non è propriamente amante del genere investigativo.

Buone letture,
Simona Scravaglieri

La pattinatrice sul mare
Paolo Foschi
Giulio Perrone Editore, Ed. 2018
Collana “Hinc”
Prezzo 15,00€

Paolo Foschi, “La pattinatrice sul mare” Fonte: LettureSconclusionate

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