“I formidabili Frank”, Michael Frank – Lo sguardo che cambia il tempo…

La soddisfazione che ti viene quando hai letto un bel libro è difficile da raccontare; in generale ti capita di consigliare a tutti di leggerlo, sentenzi qui e lì che non se ne pentiranno, ma poi quando ti ritrovi, come faccio io, davanti ad uno schermo bianco ed è complicato riuscire a dare un senso a quell’esperienza.
“I formidabili Frank” è un resoconto di un gruppo di vite ed è come leggere una saga familiare, che però in questo caso non è inventata a scopo ricreativo, resocontata a scopo di elaborazione di un lutto per un mondo che è passato e quasi non te ne sei accorto, o peggio, lo hai visto scorrere ma non hai potuto far nulla per fermare l’attimo. 

È quello che succede a Mike, che si guarda indietro e cerca quel momento in cui l’incantesimo di Zia Hank si è rotto definitivamente. Quella vita dorata di una coppia formidabile di suo, un riferimento per la scena hollywoodiana per le sceneggiature dei film, sempre sulla cresta dell’onda e all’ultima moda. A lei e a suo marito Irv si contrappongono i fratelli minori quello di lei e la sorellina di lui, che si incontrano e si frequentano quando i grandi si sposano, per poi innamorarsi e sposarsi a loro volta creandosi una famiglia con tre adorabili figli di cui Mike è il primo e l’adoratissimo nipote della zia. Mike è visto come un portento e inserito in un circolo di “lezioni di vita” della zia e inizialmente anche della nonna paterna che vedono in lui la possibilità di portare avanti la grandezza dei “formidabili Frank“.
Ma il tempo passa per tutti e premia solo quelli che sanno adattarsi. I Frank giovani che sembravano inizialmente vivere all’ombra dei fratelli maggiori, in fondo, riescono ad adattarsi meglio quando il mondo cambia.
Ma forse è il modo sbagliato di guardare alla cosa: quando siamo piccoli tutto ciò che è più alto di noi è inarrivabile e invincibile nonché meraviglioso. Poi cresciamo e tutto assume una dimensione completamente diversa perché l’altezza del nostro sguardo è diversa e l’esperienza ci insegna anche a guardare le cose in un modo completamente nuovo.

È qui che si nasconde la reale grande bellezza di questo racconto, che poi è il punto in cui falliscono la maggior parte dei libri che tentano questa strada inventandoci delle storie che sembrano artefatte e illusorie. Si pensa che sia il tempo a cambiare le persone e invece, la vita insegna, che a cambiare siamo proprio noi in funzione del nostro sguardo e del giudizio che è frutto dell’esperienza. Il famoso “giudizio” che ci permette di togliere tutte le sovrastrutture che rendono lucido e luccicante ciò che la nostra memoria ha fotografato nei ricordi e metterlo realmente in prospettiva, una che sia il più possibile vicina al nostro modo di guardare alle cose che cambia, a volte, anche nel raggio di un minuto. E mettere in prospettiva è un po’ come l’elaborazione di un lutto perché demarca un confine che si crea fra noi e quello che prima sembravamo e ora non siamo più.

E così che abbiamo l’opportunità di fare un percorso di crescita, seguendo Mike da piccino, conteso fra le nonne, la zia e la madre:
l’eredità in discussione dal lato paterno è l’educazione al gusto e alla bellezza, dal lato materno è famiglia e spirito. In mezzo un ragazzino che non capisce quale sia il reale problema. Due mondi diversi quelli delle famiglie originarie  dei fratelli, quella di Hank ricca e che si sente una dinastia, come quelle grandiose americane, e l’altra quella di Irv di classe inferiore con un passato ben più burrascoso tra fughe verso il nuovo mondo e un nonno ben poco saggio. Due coppie di famiglie che portano memorie familiari diverse  che si mischiano e ne creano due nuove con esiti molto diversi: chi riesce a cancellare quasi la propria provenienza entrando in una classe agiata e chi invece sceglie una strada più normale e meno luccicante, ma sicuramente più realista.

Il tempo che passa non da ragione ad una rispetto all’altra, non è il suo compito e nemmeno quello nostro. Sta a loro tirare le somme nel momento in cui l’ultimo attimo diventa una sorta di resa dei conti. Non importa come vivi la tua vita o quello che ti compri, ma quello che ti costruisci, quello che ti rimane e che lasci e che non necessariamente è un figlio. Noi, naturalmente, non sopravviveremo oltre il nostro destino, ma chi ci sopravviverà porterà un po’ di quello che abbiamo lasciato oltre noi stessi. Nell’intricata ramificazione dei ricordi, Hank, Irv, le nonne e i genitori, sopravviveranno non in funzione del ricordo affettuoso ma in quella parte di loro che ha influito sulla formazione Mike come uomo.

È in questo che i formidabili Frank sono formidabili, come formidabile è questo libro. Scorrevole e abbagliante per la sua luminosità. È la storia di un declino verso l’unica via di tutte le vite, nulla di inventato ma completamente vissuto, è anche un nitido resoconto di due famiglie che, loro malgrado per rapporti affettivi, hanno dovuto imparare a scendere a compromessi, chi più chi meno, per continuare a convivere. È una storia comune, umana, fatta di alti e bassi, a volte di vette e dei più oscuri burroni, ma rimangono vite che hanno vissuto al massimo e in maniera diversa concentrate nella realizzazione individuale e di gruppo. Insomma è affascinante e interessante, si lascia leggere non portando né risentimenti e nemmeno fatti sconvolgenti. È uno di quei libri che lasciano quella leggera nostalgia.

Un libro davvero consigliato,
buone letture,
Simona Scravaglieri

I formidabili Frank
Michael Frank
Einaudi, ed. 2018
Traduzione a cura di Federica Aceto
Collana “Supercoralli”
Prezzo 20,00€

Fonte: LettureSconclusionate

3 thoughts on ““I formidabili Frank”, Michael Frank – Lo sguardo che cambia il tempo…

  1. Letto quest’estate durante le vacanze. Ho potuto quindi assaporarlo in tutte le sue parti. Scritto in maniera leggera anche se a tratti l’ho trovato ripetitivo. La storia si incaglia un po in questa volontà della zia a voler essere sempre e comunque, nel bene e nel male al centro della famiglia, della vita e del mondo. Un po claustrofobica come storia.

    Liked by 1 person

    1. Ciao Giusy, io l’ho letto a settembre, l’ho preso anch’io quest’estate ma ero sommersa da altri libri e quindi ho rimandato. In generale non l’ho trovato ripetitivo, più che altro ho visto la volontà di carpire il momento in cui tutto si incrina, e però concordo con te che questa zia un po’ detta l’umore di questa storia.
      Grazie per il commento e l’iscrizione,
      buona serata e buone letture,
      Simona

      Liked by 1 person

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.